Pussy Riot, condanna confermata in appello

Yekaterina Samutsevich (29 anni) in libertà vigilata
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Il tribunale di Mosca ribadisce la sentenza di primo grado al gruppo punk femminista. Concessa la libertà vigilata a una delle tre, mentre le altre due dovranno scontare due anni in una colonia penale

Pena confermata anche in appello per le Pussy Riot, anche se una delle tre potrà uscire dal carcere e scontare la condanna in regime di libertà vigilata. Lo ha deciso il tribunale di Mosca, che ha ribadito la condanna per il gruppo punk femminista che si era esibito in un concerto anti Putin improvvisato nella cattedrale di Cristo Salvatore, nella capitale russa. Nadia Tolokonnikova (22 anni) e Maria Aliokhina (24 anni) dovranno dunque scontare due anni di reclusione in una colonia penale, mentre Yekaterina Samutsevich (29 anni) potrà tornare a casa, anche se il tribunale le ha imposto alcune limitazioni (tra cui andare due volte al mese al commissariato) e non dovrà commettere altri reati.

Samutsevich, alla lettura della sentenza ha manifestato la sua soddisfazione portando il pugno verso l'alto. Il suo nuovo avvocato aveva chiesto di valutare la diversa e limitata partecipazione della giovane alla performance nella cattedrale, sottolineando che era stata bloccata prima della dissacrante preghiera anti Putin. Le altre due compagne sono rimaste impassibili quando la corte ha confermato le loro pene.

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