Usa 2012, tutti i numeri delle presidenziali del 6 novembre

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Tra dati sull'occupazione e sondaggi elettorali, lo scontro tra Obama e Romney si è trasformato in una guerra di cifre. Il vademecum per orientarsi nella lunga corsa per la Casa Bianca. Intanto si vota, nei seggi o per posta

di Pamela Foti

Conto alla rovescia infuocato per Barack Obama e Mitt Romney. La corsa per la Casa Bianca (vai allo speciale) iniziata nel mese di gennaio con i caucus repubblicani, terminerà con l’election day del 6 novembre. Obiettivo per entrambi i candidati la conquista della nomina a 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America. Non resta che convincere gli indecisi che dovranno scegliere tra due diverse visioni del futuro: welfare assistenziale e redistribuzione della ricchezza, promossi dal presidente uscente, e libero mercato che produce ricchezza, sostenuto dallo sfidante repubblicano.
Tra dati sull’occupazione, ricette per uscire dalla crisi e sondaggi elettorali la corsa per la conquista della Casa Bianca si è trasformata in una guerra di numeri.
Ecco il vademecum per seguire le presidenziali Usa 2012:

Tre – come i dibattiti tv tra il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti e il rivale mormone. Tre occasioni - quelle del 3, 16 e 22 ottobre - per parlare con gli elettori e conquistare il consenso di chi non si è ancora schierato, vero ago della bilancia di questa tornata elettorale. 

Sei – come 6 novembre 2012, giorno dell’Election Day che porterà alle urne migliaia di cittadini per scegliere il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Per legge, la data delle elezioni è fissata il martedì successivo al primo lunedì del mese di novembre.

Nove - come i punti percentuali che nel mese di settembre distanziavano Obama da Romney. A oltre 60 giorni dal voto, i sondaggi davano il presidente al 51% e il suo avversario al 42%. Il 9 ottobre invece, per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale, il candidato repubblicano ha superato quello democratico: tra gli elettori probabili, Romney è al 49% rispetto al 45% di Obama. Considerando invece il campione degli "elettori registrati", al momento tra Obama e Romney è pareggio.

Ecco il gradimento di cui godono i due candidati in tempo reale:



Trentacinque - come il numero di Stati ai quali è concesso votare prima del 6 novembre. Il sistema elettorale degli Stati Uniti contempla infatti la possibilità del voto anticipato, early voting, che può essere espresso in due modi: depositando la scheda elettorale in uno dei seggi aperti (qui l'elenco completo) oppure inviando la propria preferenza via posta. Non tutti gli Stati richiedono una giustificazione che motivi la scelta di usare l’early voting. Nell’Oregon e nello stato di Washington tutti i voti sono espressi via mail. Nel 2008 aveva votato in anticipo circa il 30% degli elettori; si stima che quest'anno la percentuale possa salire al 35%. Prima dell'ultimo faccia a faccia tra Obama e Romney saranno 32 gli stati che avranno già aperto le urne. Migliaia di americani potrebbero dunque aver già fatto la propria scelta.

Duecentosettanta – come i voti necessari per ottenere la vittoria. In base ai calcoli del sito RealClearPolitics.com - specializzato nell'aggregazione delle rilevazioni sulle intenzioni di voto degli americani - Obama avrebbe già il consenso di 251 Grandi elettori contro i 181 di Romney (Qui la mappa aggiornata in tempo reale).

Cinquecentotrentotto - come il totale dei Grandi elettori (435 deputati e 100 senatori più i tre di diritto del District of Columbia), che compongono il Collegio Elettorale degli Stati Uniti d'America. Saranno loro a scegliere il presidente degli Stati Uniti d'America. Quelle americane, infatti, sono consultazioni indirette: il 6 novembre 2012, in ognuno dei 50 Stati si voterà per eleggere un certo numero di grandi elettori, pari al numero di deputati e senatori che lo rappresentano in Congresso. Il candidato che vince – anche di un solo voto – in uno Stato si prende tutti i grandi elettori in palio (tranne in Maine e Nebraska, dove vige un sistema misto). Una volta eletti, il 17 dicembre si riuniranno nei rispettivi Stati ed eleggeranno il presidente e il vicepresidente.

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