Usa, cala la disoccupazione. Boccata d'ossigeno per Obama

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A settembre, l'economia statunitense ha creato 114.000 nuovi posti di lavoro e il tasso dei non occupati scende al 7,8%, ai minimi da gennaio 2009. Romney: "Dati manipolati"

Barack Obama - ad un mese esatto dalle elezioni presidenziali (vai allo speciale) - può tirare un sospiro di sollievo: per la prima volta da quando è arrivato alla Casa Bianca la disoccupazione americana è scesa sotto l'8%. Una vera e propria boccata d'ossigeno per il presidente americano, in difficoltà dopo la cattiva performance del primo duello tv col candidato repubblicano alla presidenza, Mitt Romney. Performance che - in base all'ultimo sondaggio di Ipsos - gli è costato ben tre punti: ora guida sull'avversario di sole due lunghezze, col 46% delle preferenze su scala nazionale. Il sondaggio, comunque, non tiene ancora conto degli ultimi positivi dati sull'occupazione. E nemmeno delle prime stime sul deficit 2012 in calo a 1.100 miliardi di dollari, anche qui il miglior risultato da quando Obama è presidente.

Obama esulta - L'economia statunitense crea a settembre 114.000 nuovi posti di lavoro e il tasso di disoccupazione scende al 7,8%. "Oggi molti più americani hanno un posto di lavoro", esulta l'inquilino della Casa Bianca, commentando davanti ai sostenitori della George Mason University, in Virginia, i nuovi dati sull'occupazione. "E' il livello più basso dal gennaio 2009, quando è iniziato il mio mandato", sottolinea il presidente. "L'economia americana si sta muovendo verso la giusta direzione", incalza quindi il suo staff.

Romney: "Dati manipolati" - Ma Romney non ci sta. Per lui e per il partito repubblicano si tratta di numeri che non riflettono la realtà. C'è chi parla di "dati manipolati, distorti". Un grande sostenitore e finanziatore del candidato repubblicano, l'ex numero uno di General Electric Jack Welch, li definisce "dati 'cucinati' dall'amministrazione Obama", scodellati guarda caso proprio in un momento di grande affanno dell'attuale inquilino della Casa Bianca. L'ex governatore del Massachusetts - anche lui in campagna elettorale in Virginia, uno degli Stati chiave per vincere le elezioni del prossimo 6 novembre - cerca di sfruttare il successo del primo dibattito presidenziale da cui è uscito vincitore e spiega come il calo della disoccupazione sia fittizio, frutto dell'aumento del numero di persone che hanno smesso di cercare lavoro: "Non siamo di fronte ad una vera ripresa", ammonisce, sostenendo che il tasso di disoccupazione reale è drammatico, vicino all'11%. E che in definitiva "in America ci sono sempre 23 milioni di persone senza occupazione".

L'America e la crisi - Questo Obama lo sa. Il presidente americano, infatti, pur tentando di sfruttare la spinta di numeri finalmente positivi (e arrivati al momento giusto) cerca di non strafare, di non lasciarsi andare a facili trionfalismi: "Questi numeri non possono essere utilizzati per fini politici, per nascondere le tante difficoltà che ancora attraversa la nostra economia, con ancora tante famiglie che lottano contro la crisi". E anche Alan Krueger, consigliere economico della Casa Bianca, frena i facili entusiasmi, ricordando come "resta molto lavoro da fare". Anche se, afferma, "siamo di fronte ad un'ulteriore prova che l'economia americana continua a guarire dalle ferite inflitte dal peggior rallentamento del pil dalla Grande Depressione". Rallentamento che - ricorda Obama - è stato causato in gran parte dallo scellerato comportamento di molte banche. Per questo la Casa Bianca ha messo sul tavolo la riforma di Wall Street: riforma - accusa il presidente - che Romney e i repubblicani stanno ostacolando in tutte le maniere.

Al voto manca un mese. Il conto alla rovescia è partito. E chissà se sugli elettori indecisi inciderà più l'opaca prestazione di Obama in tv o le buone notizie che arrivano dal mondo del lavoro.

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