Strage Savoia: artificieri in casa della famiglia sterminata

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La polizia britannica ha isolato l’abitazione per esaminare del materiale "potenzialmente esplosivo". Resta sotto sedativi la bimba di 7 anni sopravvissuta, che potrebbe essere il teste chiave. Identificata come la nonna la vittima più anziana

Proseguono a tutto campo le indagini sul massacro di una famiglia britannica mentre si trovava in vacanza a Chevaline, in Alta Savoia.

Esplosivo in casa della famiglia nel Surrey - Mentre in Francia continua la caccia alla misteriosa 4per4 avvistata mercoledì 5 settembre nella zona dell'omicidio, la polizia britannica affiancata da uomini della gendarmeria francese, prosegue le perqusizioni in casa della famiglia al-Hilli a Claygate, nel Surrey, dove gli inquirenti hanno trovato in mattinata "una sostanza potenzialmente esplosiva".
La polizia ha dunque isolato l’abitazione e una squadra di artificieri è sul posto per esaminare il materiale sospetto. L'area attorno alla casa è stata chiusa e le forze dell'ordine hanno chiesto ai vicini di lasciare le loro abitazioni in via precauzionale. I media hanno riferito che la polizia britannica si sta focalizzando sul lavoro di al-Hilli come ingegnere meccanico.

Tv francese: "Una sola arma e un solo killer" - Sul versante francese, invece, gli inquirenti dopo aver setacciato ostelli, rifugi e alberghi della zona e aver allertato i valichi di frontiera con Svizzera e Italia da dove potrebbero essere fuggiti i killer, stanno esaminando i tabulati telefonici.
Secondo la televisione francese M6, che avrebbe avuto accesso ai risultati degli esami balistici praticati dagli inquirenti e non ancora resi pubblici, una sola arma, una pistola automatica di calibro 7.65, sarebbe stata usata per la strage. Secondo la tv, la conclusione degli esperti è che a sparare sia stato dunque un solo killer (e non due, secondo ipotesi avanzate nei giorni scorsi). L'ipotesi di un complice - si legge sul sito on line di M6 - è seriamente presa in considerazione, "ma non necessariamente era presente al momento dell'esecuzione". Inoltre, sempre secondo la tv, l'autopsia dei cadaveri avrebbe determinato in modo "quasi certo" che il capofamiglia, Saad al-Hilli, eè stato ucciso per primo con due proiettili alla testa.

Ancora sedata la bambina di 7 anni sopravvissuta
- A dare una svolta alle indagini, sperano gli inquirenti, potrebbe essere Zainab, la figlia maggiore della coppia uccisa, sopravvissuta al massacro. La bambina, rimasta ferita nell'agguato, migliora, ma resta ancora sotto sedativi. "Era in coma artificiale, ne è uscita ieri (domenica 9 settembre, ndr) - ha detto il procuratore della Repubblica di Annecy Eric Maillaud, - adesso è sotto sedativi, si tratta di un processo normale". Quando i medici riterranno compatibile con un interrogatorio il suo stato di salute, la bambina potrà essere ascoltata dai gendarmi nella sua stanza d'ospedale ha aggiunto il procuratore.
Zainab è la sola ad aver potuto vedere gli assassini, a poter dire quanti fossero e a descriverli. La sorellina di 4 anni, rientrata il 9 settembre in Gran Bretagna con una coppia di zii, era infatti rimasta nascosta sotto gli altri corpi e ha detto di non aver visto niente.

Identificata la nonna - Il fratello della vittima, Zaid al-Hilli, che si è posto in contatto con la polizia britannica subito dopo la notizia del massacro, è stato reinterrogato per capire se davvero ci fossero tensioni finanziarie in famiglia legate all'eredità paterna.
Intanto la vittima più anziana del massacro del 5 settembre in Alta Savoia è stata identificata ufficialmente come la nonna materna delle due bambine sopravvissute. La conferma è stata data dal procuratore Maillaud.

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