Siria, Damasco scossa dagli attentati: decine di morti

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Il venerdì di preghiera si è trasformato nell'ennesimo bagno di sangue. Nella capitale siriana si sono registrate almeno 3 esplosioni. Il ministro degli esteri Giulio Terzi: "La linea rossa è già stata superata. Occorre fermare i massacri"

Il venerdì di preghiera si è trasformato in un bagno di sangue in Siria. Il bollettino parziale dell'ennesimo bagno di sangue parla di tre diversi attentati dinamitardi a Damasco e di almeno 70 vittime nella sola giornata del 7 settembre. Tra loro 8 bambini. Il bilancio arriva dai Comitati locali di coordinamento dell'opposizione.

Tre attentati in poche ore - Gli attentati nella capitale siriana sarebbero tre. Il primo è stato provocato da una motobomba esplosa nei pressi di una moschea a Rukn ad Din, nella parte nord della città. Il veicolo era parcheggiato davanti in piazza Shamdin, di fronte a un forno dove stazionavano agenti delle forze di sicurezza. La seconda esplosione, ad opera di un'autobomba, è avvenuta nei pressi della sede del ministero dell'Informazione, nel quartiere nord-occidentale di Mezze. Il terzo episodio, un ordigno rudimentale esploso nel quartiere di Muhiyy ad Din, ha causato la morte di almeno due membri delle forze governative e il ferimento di altri tre.

Da un anno e mezzo il venerdì in Siria, oltre a essere consacrato alla preghiera islamica, è anche il giorno delle proteste anti-regime a partire dalle moschee. E durante una di queste manifestazioni, un proiettile dell'artiglieria governativa ha ucciso nove persone, tra le quali una donna e un ragazzo di 13 anni, all'uscita di una moschea in un sobborgo di Damasco.

Terzi: valutare convocazione vertice Onu - "Se falliamo in Siria, la stabilità in Medio Oriente sarà distrutta e la sicurezza in Europa seriamente minacciata": con questa considerazione, i ministri degli esteri italiano Giulio Terzi e francese Laurent Fabius chiedono alla Ue di "mantenere, e rafforzare ulteriormente" il suo ruolo centrale "sia per una soluzione della crisi siriana che nella transizione post-Assad". Lo fanno
con una lettera al capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, il cui testo è circololato all'informale esteri di Pafos. "La linea rossa è già stata passata", ha poi spiegato Terzi.

"Bisogna che ci concentriamo nella Ue per fare cessare questi terribili massacri che hanno raggiunto una violenza inaudita e che rischiano anche di provocare destabilizzazioni forti sui paesi vicini. Credo che la Ue si stia impegnando sempre di più sulla crisi siriana, sia sul piano umanitario che sulle questioni di sicurezza", ha aggiunto il ministro.  Terzi ha inoltre proposto di valutare la convocazione di un Consiglio degli Esteri straordinario dell'Onu sulla Siria. "Siamo sicuri che un meeting di questo tipo potrebbe inviare all'opinione pubblica mondiale un forte segnale dell'impegno europeo in questa crisi cruciale. Potrebbe al tempo stesso inviare un forte segnale di incoraggiamento al popolo siriano al cui futuro teniamo molto".

Il disertore parla di Assad - Abdallah al Omar, membro dell'ufficio stampa del palazzo presidenziale che nei giorni scorsi ha annunciato la sua defezione, in un'intervista alla tv satellitare siriana anti-regime, Suriya al Shaab, ha svelato alcuni retroscena su Assad. "Il rais ormai dorme al massimo una o due ore a notte da sei, sette mesi. Ogni giorno siede di fronte a 16 canali satellitari e segue con estrema attenzione quel che avviene nel Paese e all'estero, tramite rapporti quotidiani dai quattro angoli forniti dalle ambasciate e dai servizi di sicurezza che ci lavorano".

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