Usa, ovazione per Ryan: "Con noi 12 mln di posti di lavoro"

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Il candidato alla vicepresidenza scalda la platea della convention repubblicana di Tampa e illustra la sua ricetta per uscire dalla crisi: fare piazza pulita della riforma sanitaria di Obama e dare più opportunità ai giovani

"Il lavoro sarà duro, non avremo molto tempo a disposizione. Ma risolveremo i problemi economici che affliggono il nostro Paese". Paul Ryan promette ai delegati della Convention repubblicana di Tampa che lui e Romney "sono seri, intelligenti e capaci di portare a termine il lavoro". Nel discorso clue della penultima giornata dei lavori, il numero due del ticket presidenziale, accettando la candidatura, scalda la platea e illustra la ricetta che il Grand Old Party offre agli americani per battere la crisi e rimettere in piedi l'economia Usa.

Accolto da un'ovazione presenta obiettivi concreti sul fronte della disoccupazione: "Abbiamo un piano per rafforzare la classe media. Creeremo 12 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi 4 anni. Puntiamo a assicurare opportunità per i più giovani e garanzie per i più anziani".

Quindi, riferendosi a Barack Obama, ha proseguito: "Non passeremo quattro anni ad attaccare chi c'era prima di noi. Ci assumeremo le nostre responsabilità, Il momento richiederà tutti i nostri sforzi, ma faremo il nostro meglio. E ce la faremo".

Lo slogan, la formula centrale di Ryan è la promessa che lui e Romney "will not duck the tough issues", cioè non si smarcheranno dai problemi economici gravi, non metteranno la testa sotto la sabbia, ma affronteranno le difficoltà con senso di responsabilità. Infine, l'ultimo affondo sul tema della sanità, centrale nella piattaforma politica di Ryan.

Anche stavolta Ryan ha confermato la volontà di fare piazza pulita della contestatissima Obamacare: "Si tratta di oltre duemila pagine piene di regole, obblighi, tasse, spese, costi e multe che non possono avere spazio in un Paese libero. Nessuno di noi può accettare di cambiare i nostri principi fondamentali. Con noi la libertà tornerà al centro della nostra vita, del nostro Paese".

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