Passato Isaac New Orleans fa la conta dei danni

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Gli argini hanno retto e non si sono registrati gravi inondazioni. Nell'entroterra un camionista è morto mentre sono migliaia gli sfollati. La tempesta tropicale ora è semplice pioggia, attesa con ansia da Arkansas e Missouri, colpiti da una lunga siccità

Isaac ha infine sfogato la sua forza sula costa orientale del Golfo del Messico ed è stato declassificato a tempesta tropicale ma l'allerta rimane alta, in Louisiana e Mississippi, per eventuali tornado che solitamente seguono il percorso degli uragani e per la possibilità di nuove inondazioni che possono sommarsi a quelle che nelle ultime ore hanno già causato danni per molte centinaia di milioni di dollari. New Orleans però questa mattina ha tirato un sospiro di sollievo. Con soddisfazione ha constatato che il sistema di argini, dighe e barriere realizzato attorno alla città con un investimento di oltre 14 miliardi di dollari ha funzionato, ha superato il 'test'.

Morto un camionista - Già di prima mattina, poco dopo la scadenza del coprifuoco proclamato ieri dal sindaco Mitch Landrieu per prevenire saccheggi e atti di sciacallaggio, molta gente è finalmente uscita di casa per mettersi al lavoro, ripulire le strade e riaprire i negozi. Proprio per sgomberare la strada dai detriti è morto oggi un camionista in Mississippi, nella località di Picayune, una delle zone più martoriate dalla pioggia e in gran parte allagata. Frattanto si preparano a tornare al lavoro anche le installazioni petrolifere nel Golfo del Messico, dove da una prima ispezione sembra che gran parte degli impianti, comprese le raffinerie sulla costa, siano riusciti a resistere alla forza di Isaac senza registrare danni significativi.

Migliaia di evacuati - Meno bene è andata nell'entroterra della Louisiana, a diversi distretti al di fuori del sistema federale di dighe attorno a New Orleans, che sono stati inondati e hanno subito danni pesantissimi. Molte migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie case e sono state accolte in centri per sfollati che stamattina erano ancora strapieni e anzi, aspettavano nuovi arrivi di persone tratte in salvo nelle ultime ore, quando è diventato possibile raggiungerle. E ancora non è finita, perché questa mattina le autorità hanno ordinato "per precauzione" l'evacuazione di decine di migliaia di persone lungo il fiume Tangipahoa, a causa della minaccia che la diga sul lago che ha lo stesso nome possa cedere per la pressione a cui è sottoposta dalle acque portate da Isaac.

Un milione le persone al buio - In un primo momento sul sito web del distretto di Tangipahoa si ammoniva di un "imminente cedimento" della diga, ma poi l'allarme è stato in parte ridimensionato con un nuovo avviso in cui si dice che "la diga è stata danneggiata ma non ha ceduto" e comunque l'ordine di evacuazione rimane e riguarda circa 60 mila persone. Le autorità, ha riferito il governatore Bobby Jindal, pensano di 'aprire una breccia' nella diga per far defluire le acque, che nelle prossime ore sono destinate a salire ancora e potrebbero causare il collasso della struttura. E mentre è salito a circa un milione il numero delle persone rimaste senza corrente elettrica in Louisiana, Mississippi, Alabama e Arkansas, gli esperti cominciano a tentare un primo bilancio dei danni. Le prime stime parlano di circa 2,5 miliardi di dollari, ma sono calcoli elaborati tenendo in considerazione  solo beni assicurati e il bilancio finale potrebbe essere molto più pesante.

Ma Isaac porta anche del bene - Allo stesso tempo, Isaac, o quel che ne rimane, potrebbe essere invece una sorta di 'benedizione' per alcuni Stati verso cui si dirige ora, come l'Arkansas e il Missouri che, colpiti da una lunga siccità, aspettano la pioggia che possa salvare almeno parte delle loro colture. Per i raccolti estivi sarà comunque troppo tardi, ma almeno alle coltivazioni di grano e frumento potrebbe portare notevole sollievo.

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