Siria, uccisi due giornalisti ad Aleppo

Mika Yamamoto (Credtis: Getty Images)
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Mika Yamamoto, reporter di guerra molto nota a Tokyo, ha perso la vita in uno scontro a fuoco tra ribelli e lealisti.  Secondo Al Jazeera nel conflitto sarebbe morto anche un suo collega turco. Intanto a Daraa è in corso un violento bombardamento

Mika Yamamoto, giornalista giapponese della Japan Press, ha perso la vita ad Aleppo nel pieno di un duro scontro tra ribelli e forze governative siriane. Testimoni oculari affermano che è stata uccisa dal fuoco dei lealisti nel mezzo di una sparatoria nel quartiere di Suleyman al-Halabi. La Yamamoto avrebbe subito una lesione letale da arma da fuoco al collo. Il riconoscimento è stato fatto dal collega Kazutaka Sato, che ha assistito in diretta alla morte della giornalista. Con lei, al momento dello scontro, c'erano altri tre giornalisti stranieri, due arabi e un turco. Anche quest'ultimo sarebbe morto, secondo quanto riferisce l'emittente Al Jazeera.
Le istituzioni giapponesi hanno espresso "profondo rammarico" per l'uccisione della Yamamoto, considerata la giornalista di guerra più famosa del Sol Levante, con alle spalle esperienze in Iraq e Afghanistan. A Baghdad, nel 2003, scampò per miracolo all'attacco di un tank americano all'Hotel Palestine. Per quella corrispondenza vinse il Vaughn-Ueda, premio giapponese paragonabile al Pulitzer.

Scontri a Daraa e le minacce di Obama - Intanto il conflitto siriano continua a mietere vittime civili. I Comitati di coordinamento locali riferiscono di un numero imprecisato di uccisi e feriti a Daraa, nella Siria meridionale, dove è in corso un violento bombardamento di artiglieria governativa. L'escalation senza sosta della guerra ha convinto il Presidente Usa Barack Obama a minacciare in modo esplicito il rais siriano Bashar al-Assad. "Finora non ho dato l'ordine di intervenire militarmente ma se ci accorgessimo del dispiegamento e dell'utilizzo di armi chimiche, ciò cambierebbe i miei calcoli. Questa è la linea rossa che non va superata".

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