Obama: "Se la Siria usa armi chimiche cambierò strategia"

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Il presidente Usa va all'attacco: sorveglieremo il regime, Assad deve dimettersi. Secondo una tv russa, il fratello del rais sarebbe morto in seguito alle ferite riportate nell'attentato del 18 luglio

Il presidente americano Barack Obama rivolge al presidente Bashar al Assad l'ennesimo monito, ribadendo che si deve dimettere ma che non prevede per lui un'uscita "morbida". E torna a parlare di armi chimiche.
"Finora non ho dato l'ordine di intervenire militarmente - ha detto Obama - ma se ci accorgessimo del dispiegamento e dell'utilizzo di armi chimiche, ciò cambierebbe i miei calcoli. Questa è la linea rossa che non va superata".

Si combatte a Damasco e nella regione di Daraa - Le forze siriane intanto si sono accanite su alcuni quartieri di Damasco, sui suoi sobborghi e su Herak, località della regione meridionale di Daraa al confine con la Giordania. Un colpo di artiglieria dell'esercito domenica 19 agosto è finito su un'abitazione civile in territorio hascemita causando il ferimento di una bimba giordana e l'immediata protesta di Amman. Nella regione di Daraa erano state uccise 51 persone secondo il bilancio dei Comitati di coordinamento locale, che hanno denunciato l'uccisione di altre 44 persone a Herak. Qui - secondo l'agenzia ufficiale Sana - l'esercito del regime avrebbe ucciso due "pericolosi terroristi".
E a Damasco, residenti del quartiere Qabun hanno denunciato un nuovo "massacro" ai danni di una dozzina di civili, tra cui due bambini. I testimoni hanno filmato i corpi senza vita e immersi nel sangue, e hanno pubblicato su Internet due video, la cui autenticità non può essere verificata in modo indipendente.

Una safer zone tra la frontiera siriana e turca  - Sul fronte diplomatico, fa parlare di sé il progetto avanzato dal ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu di creare una "safe zone". In altre parole, una zona di sicurezza a ridosso della frontiera turca che Ankara ha proposto di creare per dare un rifugio sicuro - protetto da una non meglio precisata forza militare - a decine di migliaia di profughi in fuga dalla regione di Aleppo, dove da un mese esercito e ribelli si danno battaglia.
Davutoglu ha avvertito che la Turchia non potrà ospitare più di 100mila profughi siriani e che quindi c'è bisogno di trovare una 'luogo alternativo' vicino al conflitto. Ma di questo si discuterà solo tra dieci giorni al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Media russi: il fratello di Assad sarebbe morto il 18 luglio scorso - E mentre rimane circondata da mistero la sorte del vice presidente siriano Faruq al Sharaa - secondo numerosi fonti agli arresti domiciliari dopo il suo tentativo di defezione - i media russi hanno riferito del rientro a Damasco della salma di un alto responsabile militare siriano morto in un ospedale di Mosca. Gli osservatori hanno subito pensato a Maher al Assad, fratello del presidente Bashar al Assad e capo della Guardia repubblicana, gravemente ferito in un attentato dinamitardo a Damasco. Ma l'agenzia Sana ha immediatamente smentito la morte di questo "alto responsabile militare" accusando alcuni media di condurre "una guerra psicologica".

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