Onu: "In Siria crimini di guerra e contro l'umanità"

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Omicidi, torture e violenze commesse dal regime di Assad e dai ribelli. E' quanto denuncia il rapporto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. E precisa: le violazioni compiute dagli insorti "non raggiungono la gravità" di quelle perpetrate dall'esercito

Le forze governative siriane, gli Shabiha (milizie fedeli a Bashar al Assad) e i ribelli che si oppongono al regime hanno commesso crimini di guerra e contro l'umanità. E' quanto denuncia il rapporto finale della Commissione di inchiesta dell'Onu: oltre 100 pagine nelle quali l'Organizzazione delle Nazioni Unite tira le somme di una guerra civile che si protrae da 17 mesi. Violenze e torture perpetrate da ambo le parti attive nel conflitto. Con dei distinguo: i crimini compiuti dai ribelli sono "meno gravi" di quelli di cui si sono macchiati i lealisti.

Dalle forze del regime crimini contro l'umanità - "La Commissione ha trovato fondati motivi per ritenere che le forze governative e gli Shabiha abbiamo commesso crimini contro l'umanità, come omicidi e torture, crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, inclusi omicidi illegali, torture, arresti e detenzioni arbitrarie, violenze sessuali, attacchi indiscriminati, saccheggi e distruzione di proprietà", si legge nel documento.  

Crimini anche dai ribelli, ma meno gravi e meno frequenti - Secondo la relazione delle Nazioni Unite, anche i ribelli siriani che combattono il regime di Bashar al Assad hanno commesso crimini di guerra, ma le violazioni "non raggiungono la gravità, la frequenza e l'intensità" di quelli perpetrati dall'esercito e dalle forze di sicurezza siriane.

Terzi: serve una corale presa di responsabilità - E dall'Italia, attraverso le parole del ministro degli Esteri Giulio Terzi, arriva la richiesta di una "corale presa di responsabilità".
Il rapporto della Commissione d'inchiesta Onu "sui drammatici fatti di Houla (costata la vita a decine di bambini) costituisce un forte richiamo alla necessità improrogabile di una corale assunzione di responsabilità della comunità internazionale per accelerare l'avvio di un processo di transizione politica in Siria". Questo il commento del responsabile della Farnesina. "I contenuti del rapporto - prosegue Terzi - confermano per la prima volta in termini inequivocabili, ad opera di un organo indipendente ed autorevole, le valutazioni di grave allarme e preoccupazione che l'Italia ha espresso da subito, e ha costantemente ripetuto in questi mesi, sui crimini del Governo di Assad". E aggiunge: "E' infatti il regime che esce dall' indagine svolta come il principale responsabile del dramma nel quale è precipitata la Siria: per essersi macchiato, con i massacri che ha perpetrato, di crimini contro l'umanità, e per avere innescato una guerra civile". Per il ministro degli Esteri è quindi "ora indispensabile che le Nazioni Unite siano messe in condizione di svolgere un ruolo veramente incisivo sulla crisi in Siria, il cui popolo ha già pagato un prezzo altissimo e non ulteriormente tollerabile".

Vittime e bombardamenti - Intanto, il conflitto tra lealisti e ribelli che avrebbe provocato la morte di oltre 23mila persone prosegue senza sosta. Mercoledì 15 agosto, secondo quanto denunciato dagli attivisti anti-regime, almeno 30 persone sarebbero rimaste uccise in un bombardamento aereo delle forze siriane sulla città settentrionale di Azaz, vicino ad Aleppo. Gli insorti, invece, rivendicano la bomba esplosa nel centro di Damasco (le foto), che ha provocato la morte di 5 soldati. Era diretta contro una riunione di militari, affermano i ribelli. A quanto si apprende, inoltre, uno dei principali gruppi musulmano shiita avrebbe rapito più di 20 siriani, sostenendo si tratti di combattenti ribelli, in rappresaglia per il rapimento a Damasco di uno dei loro familiari da parte dell'Esercito libero siriano. Lo ha riferito un membro della famiglia del rapito.

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