Siria, offensiva lealista su Aleppo: accerchiati i ribelli

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Il governo afferma di aver riconquistato il quartiere di Salah ad Din. I ribelli smentiscono. La tv di Stato: "Uccisi numerosi terroristi". Migliaia di civili in fuga. Amnesty diffonde immagini satellitari degli attacchi del regime

La controffensiva di terra delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad contro le roccaforti dei ribelli ad Aleppo si è conclusa con un successo-lampo. Questa è la versione del governo di Damasco. Ma l'Esercito libero e i giornalisti stranieri presenti sul posto smentiscono categoricamente questa ricostruzione dei fatti. Le truppe lealiste, infatti, non avrebbero preso il controllo di Salah ad Din, il quartiere chiave alla periferia sud-occidentale della città siriana.

La battaglia di Aleppo - Secondo quanto raccontato dalla tv di Stato "i militari lealisti sono entrati ad Aleppo e hanno ripulito la zona uccidendo e arrestando numerosi terroristi". La versione ufficiale parla di una resistenza nulla. Informazioni smentite dai leader dei ribelli che hanno detto di essere ancora a Salah ad Din e di aver risposto al fuoco. Fonti giornalistiche hanno riferito di "violenti combattimenti" in città. Si era diffusa anche la notizia dell'abbattimento di un caccia Mig governativo da parte dei ribelli. Anche in questo caso non si hanno conferme.

Notizie e smentite - Nella battaglia di informazioni e repliche c'è anche la vicenda del generale russo ucciso dai ribelli. Mosca ha smentito categoricamente la morte di Vladimir Kuzheiev, militare in congedo. Anzi, l'agenzia russa Interfax ha dichiarato che il generale ha incontrato in giornata i giornalisti al ministero della difesa di Mosca affermando di essere vivo e in buona salute.

Le foto di Amnesty - Intanto Amnesty International ha diffuso delle immagini satellitari che documentano la violenza degli attacchi del regime siriano contro i civili ad Aleppo (guarda le foto). L'Ong ha denunciato, in particolare, l'assedio delle forze governative contro la zona di Anadan, vicino la capitale economica del Paese, dove le foto mostrano almeno 600 crateri formatisi in seguito all'impatto sul terreno dei proiettili di artiglieria pesante. "Amnesty manda un messaggio chiaro a entrambe le parti del conflitto: qualsiasi attacco contro i civili verrà chiaramente documentato e gli autori saranno chiamati a risponderne", ha avvertito Christoph Koettl, responsabile di Amnesty.

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