Raid egiziano nel Sinai: uccisi 20 miliziani islamici

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Dopo il massacro di 16 guardie di frontiera domenica 5 agosto, nuovo attacco nella notte. Il Cairo risponde con un attacco aereo a una decina di chilometri dal confine con la Striscia di Gaza

Tensione alle stelle al confine tra l’Egitto e la Striscia di Gaza. Dopo una serie di nuovi attacchi contro le forze di sicurezza da parte di commando di miliziani armati nel Sinai settentrionale, l'Aviazione egiziana ha lanciato nella penisola una serie d'incursioni con aerei ed elicotteri sulle postazioni degli assalitori intorno alla città di Sheikh Zouaid e al vicino villaggio di al-Toumah, situati ad appena una decina di chilometri dal confine con la Striscia di Gaza, uccidendo oltre venti estremisti. Lo ha reso noto l'emittente televisiva pubblica 'Nile News', citando un comandante che non si è voluto identificare. L'ufficiale ha precisato che sono state tra l'altro distrutte "tre autoblindo appartenenti ai terroristi", e ha aggiunto che "le operazioni sono tuttora in corso".

Nella notte tra il 7 e l’8 agosto poi un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco contro un posto di blocco all'entrata orientale della città di al-Arish, capoluogo del Sinai settentrionale, a 35 km dal confine con Israele.
Lo riferiscono i media statali. Domenica invece 16 guardie di frontiere egiziane erano state massacrate. Gli attaccanti si erano poi impadroniti di due blindati vicino al valico di Kerem Shalom con cui hanno tentato di entrare in Israele prima di essere neutralizzati dalle forze armate di Tel Aviv.

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