Il Giappone ricorda Hiroshima, col pensiero a Fukushima

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Il 6 agosto del '45 la bomba sganciata dagli Usa distruggeva la città giapponese, facendo 140mila vittime. 67 anni dopo, decine di migliaia di persone si sono riunite nel punto dello sganciamento dell'ordigno. E il sindaco chiede "energia sicura"

Il Giappone, colpito dalla crisi nucleare di Fukushima, si è fermato per ricordare la tragedia di Hiroshima, la città distrutta il 6 agosto 1945 dalla bomba atomica sganciata dagli Usa, responsabile di 140mila vittime.

Al Peace Memorial Park, nel punto dello sganciamento dell' ordigno, decine di migliaia di persone hanno rispettato un minuto di silenzio alle 8:15 locali (1:15 in Italia), l'ora dell'olocausto nucleare, scandito dai rintocchi della campana della pace. Inevitabile il collegamento tra sopravvissuti ('hibakusha', letteralmente 'persone colpite dall'esplosione'), parenti delle vittime di allora e quanti hanno avuto la vita stravolta dal rischio radiazioni per la grave emergenza di Fukushima, causata dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011.

Rispetto allo scorso anno, però il movimento anti-atomo a uso civile è sorprendentemente cresciuto su scala nazionale, ancora di più dopo il via libera alla riaccensione di due reattori decisa a giugno dal premier Yoshihiko Noda allo scopo di scongiurare possibili blackout estivi. Nella stessa Hiroshima si sono avute diverse iniziative (come quella promossa dall'associazione 'No nukes, no war Hiroshima, grand action'), mentre manifestanti hanno raggiunto la sede della Chugoku Electric Power, utility regionale che possiede alcuni reattori, scandendo slogan come 'Dimissioni di Noda' e 'basta con il nucleare'.

"Ci impegniamo a trasmettere al mondo le esperienze e i desideri dei nostri 'hibakusha' e fare tutto quanto in nostro potere per ottenere la vera pace in un mondo senza più armi nucleari", ha detto durante la cerimonia Kazumi Matsui, sindaco di Hiroshima, leggendo la 'dichiarazione di pace'. Quanto al nucleare a uso civile, il primo cittadino ha invitato il governo a "istituire senza indugio una politica energetica capace di tutelare la sicurezza delle persone", senza però  esprimere commenti espliciti sul ruolo dell'energia atomica nel Paese.

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti di 71 Paesi, tra cui quelli di potenze nucleari: l'ambasciatore americano John Roos, il primo a prendervi parte ufficialmente già un paio di anni fa, e quelli di Francia e Gran Bretagna, che hanno fatto l'esordio al Peace Memorial Park, dopo ben 67 anni. Tra gli altri, Clifton Truman Daniel, nipote del presidente americano Harry Truman, che prima autorizzò il bombardamento atomico di Hiroshima e, tre giorni dopo (il 9 agosto), di Nagasaki.
Il numero dei sopravvissuti al doppio olocausto si riduce con il passare del tempo: a marzo erano 210.830, quasi 9.000 in meno sui 12 mesi precedenti, con l'età media salita a 78 anni.

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