Siria, massacro senza fine: decine di morti a Hama e Yarmuk

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Le forze lealiste bombardano la città siriana e un campo profughi palestinese causando vittime civili. L'Onu reagisce dopo le dimissioni di Annan: l'Assemblea generale vota una risoluzione e bacchetta l'immobilità del Consiglio di Sicurezza

La guerra in Siria ha vissuto l'ennesima giornata di sangue. Decine di morti tra i civili, bombardamenti a tappeto e scontri durissimi tra ribelli e lealisti. E la comunità internazionale, dopo le dimissioni di Kofi Annan, si ritrova ancora più divisa e indecisa sulla linea da adottare. Un segnale arriva dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha votato una risoluzione criticando l'assenza di azioni concrete del Consiglio di Sicurezza.

La guerra siriana - Sul campo di battaglia, gli attivisti siriani denunciano due nuovi massacri. Il primo sarebbe avvenuto nel campo profughi palestinese di Yarmuk, nella Siria meridionale. Ventuno vittime in terra, tra cui due bambini, dopo un violento attacco con colpi di mortaio. Poche ore dopo, un bombardamento di artiglieria compiuto dalle forze fedeli a Bashar al-Assad ha causato altre decine di morti nella città di Hama. Anche la capitale Damasco risulta sconvolta dalle esplosioni dell'esercito governativo.

La comunità internazionale - Mentre in Siria continua lo scontro fratricida, la diplomazia internazionale resta divisa e confusa. La Russia ha espresso "rammarico per le dimissioni di Annan" chiedendo che venga nominato al più presto un sostituto. Ma Mosca, come pure la Cina, non sembra intenzionata ad abbandonare l'alleato Assad. E navi sovietiche continuano a navigare nei pressi del porto di Tartus anche se i russi negano di aver portato armi in Siria. Dall'altra parte della barricata, la Cnn ha diffuso la notizia secondo cui Barack Obama avrebbe inviato agenti della Cia nel paese arabo, oltre ad aver aiutato i ribelli fornendo armi a aiuto logistico.

L'Onu batte un colpo - Nell'immobilità internazionale arriva un segnale di vita dal Palazzo di Vetro. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con 133 voti a favore, 12 contrari e 31 astenuti, ha approvato una risoluzione che sollecita una transizione politica in Siria, condanna la repressione messa in atto dal regime di Bashar al Assad e bacchetta la mancanza di azione da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Un messaggio forte per Cina e Russia, i paesi che hanno già bloccato per tre volte con il veto l'azione dei Quindici.

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