Siria, la strage continua. Onu: emergenza umanitaria

1' di lettura

Secondo le Nazioni Unite sono migliaia i civili che stanno scappando da Aleppo. La Francia chiede un incontro urgente del consiglio di sicurezza. Obiettivo: convincere Russia e Cina a sostenere nuove sanzioni

Sono 200mila i civili fuggiti da Aleppo nelle ultime 48 ore, secondo stime fornite dall'Onu. Nella città, che conta una popolazione di 2,5 milioni di abitanti, è in corso una violenta offensiva del regime siriano contro i ribelli e, secondo la responsabile delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, Valerie Amos, un numero imprecisato di persone è ancora intrappolato. "Hanno urgentemente bisogno di cibo, acqua potabile, materassi e forniture igieniche", ha spiegato la Amos, che si è detta "estremamente preoccupata dall'impatto dei bombardamenti e dall'uso di carri armati e armi pesanti" contro la popolazione civile.

Ribelli conquistano posizione strategica - Intanto i ribelli hanno conquistato un checkpoint strategico a nordovest di Aleppo dopo scontri durati 10 ore. La presa del punto di controllo viene considerata molto importante perché in grado di assicurare libertà di movimento all'opposizione da Aleppo verso la Turchia. "Il checkpoint di Anadan, cinque chilometri nordovest di Aleppo, è stato preso stamane alle 5, dopo 10 ore di battaglia", ha detto il generale Ferzat Abdel Nasser, che ha disertato un mese fa dalle forze governative.

Parigi pressa l’Onu - La Francia chiederà un incontro urgente del consiglio di sicurezza dell'Onu per tentare di mettere fine all'impasse diplomatica in Siria e prevenire ulteriori spargimenti di sangue. Lo ha annunciato oggi, lunedì 30 luglio, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius. Le forze del presidente Bashar al-Assad hanno attaccato i ribelli ad Aleppo nel fine settimana, attirandosi la condanna delle potenze occidentali che hanno detto che le autorità in Siria hanno perso ogni legittimità.
Definendo Assad un "carnefice", Fabius ha detto che il paese sta andando verso il massacro e ha esortato le Nazione Unite a fare tutto il possibile per fermare la crisi. "Chiederemo una riunione al consiglio di sicurezza, probabilmente a livello ministeriale, prima della fine di questa settimana", ha detto a radio Rtl.
Le potenze occidentali finora non hanno avuto successo nel tentare di fermare l'impasse all'Onu sulla crisi siriana, con Russia e Cina che tentano di bloccare gli sforzi per mettere maggior pressione su Assad.
La Francia assumerà la presidenza del consiglio di sicurezza mercoledì 1 agosto e il presidente Francoise Hollande ha detto che tenterà di convincere la Russia e la Cina a sostenere ulteriori sanzioni.

Leggi tutto