Egitto, sequestrati pescherecci italiani

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Cinque imbarcazioni di Mazara del Vallo sono state fermate a circa 25 miglia dalle coste egiziane. Si tratta dei motopesca Flori, Eros, Atlantide, Ghibli I e Luna Rossa. A bordo 30 marinai. Terzi: attivati tutti i canali

Torna l'incubo dei sequestri per i pescherecci di Mazara del Vallo. Cinque imbarcazioni, impegnate in una battuta di pesca nel Mediterraneo, sono state sequestrate da motovedette egiziane. Secondo le informazioni giunte al distretto Cosvap (consorzio di operatori della pesca) di Mazara del Vallo, il sequestro sarebbe avvenuto a circa 20 miglia dalle coste egiziane, quindi in acque internazionali.

A bordo 30 marinai - Una trentina i marittimi imbarcati sui cinque pescherecci: il Flori, l'Eros, l'Atlantide, il Ghibli e il Luna Rossa. Sono stati alcuni componenti degli equipaggi a lanciare l'allarme al presidente del Cosvap Giovanni Tumbiolo. Lo stesso Tumbiolo ha informato il ministro degli Affari esteri Giulio Terzi che aveva appena concluso una visita ufficiale proprio in Egitto. Terzi ha subito chiesto al console di Alessandria di assistere i marinai dopo l'arrivo in porto, e all'ambasciatore al Cairo, Claudio Pacifico, di mettersi in contatto con il ministero degli Esteri egiziano, Kemal Amr.

Pescherecci ad Alessandria d'Egitto - Intorno alle 21 di giovedì 26 luglio, i pescherecci sequestrati dagli egiziani sono arrivati al porto di Alessandria d'Egitto. A confermare la notizia è stato Filippo Pecoraro, armatore del Luna Rossa. "Il comandante del mio peschereccio - ha dichiarato Pecoraro - mi ha raccontato che avvicinandosi ai pescherecci mazaresi, che si trovavano a circa 25 miglia dalla costa egiziana, i militari egiziani che erano a bordo di una piccola motovedetta hanno chiesto i documenti e dopo hanno invitato i capitani a fare rotta verso Alessandria. Mi auguro che si possa trattare soltanto di un
semplice controllo di documenti e che il tutto si possa risolvere al più presto e nel migliore dei modi".

Il caso del peschereccio Fatima II - In Egitto si trova anche il peschereccio Fatima II di Siracusa, al centro di un giallo internazionale dopo l'ammutinamento - tra il 12 e il 13 luglio - di tre componenti dell'equipaggio (due egiziani e un tunisino) che avrebbero scaricato in mare altri tre marittimi. Nessuna notizia del capobarca Gianluca Bianca: la moglie lo ha sentito al telefono la sera del 13 luglio. E' stato l'ultimo contatto. I tre naufraghi, soccorsi da motovedette greche, hanno riferito di avere sentito uno sparo a bordo. Alla richiesta di chiarimenti i tre nordafricani avrebbero detto che il comandante era stato ucciso e gettato in mare. Nei giorni scorsi il Fatima II è stato rintracciato al largo del porto di Rashid, a 65 chilometri da Alessandria, ma a bordo non c'era nessuno. Due dei tre ammutinati sarebbero stati fermati dalla polizia ma fino a ora ne' la magistratura di Siracusa né i familiari di Bianca sono riusciti ad avere notizie sulla sorte del comandante.

Ora il sequestro di cinque pescherecci di Mazara del Vallo apre un nuovo caso. La marineria siciliana ha subito finora sequestri soprattutto dai libici e dai tunisini. Con l'Egitto non c'erano mai stati incidenti perché le sue coste restavano lontano dalle rotte seguite nelle battute di pesca. Da qualche tempo la flotta di Mazara del Vallo ha però allargato il campo d'azione.

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