Siria, i ribelli: armi chimiche negli aeroporti

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Obama avverte Assad: "Il mondo ti guarda". Intanto il portavoce dell'opposizione all'estero Sabra annuncia di esser disposto ad accettare un periodo di transizione con esponenti dell'attuale regime, ma la sua stessa organizzazione lo smentisce

Mentre non si fermano le violenze in Siria, i ribelli lanciano un nuovo allarme: il regime di Assad avrebbe trasferito armi chimiche negli aeroporti più vicini alle frontiere.
"Il nostro comando del Libero esercito siriano conosce molto bene l'ubicazione e il posizionamento di questo tipo di armi", si legge in una nota dei ribelli, "possiamo inoltre rivelare che Assad ha trasferito una parte di questo tipo di armi e di equipaggiamento per la preparazione delle componenti chimiche negli aeroporti lungo il confine".

Intanto dagli Usa arriva il monito del presidente americano, Barack Obama, contro Bashar al Assad, che minaccia di usare le armi chimiche in caso di attacco esterno. "Il mondo ti guarda" è l'avvertimento di Obama, che continua: "Preso atto che esistono armi chimiche nel loro arsenale, continueremo a mettere in chiaro ad Assad e a quelli intorno a lui che saranno ritenuti responsabili dalla comunità internazionali e dagli Usa se compiranno il tragico errore di usarle".

Spunta inoltre un giallo sulla transizione in un eventuale dopo Assad. Citato dai media libanesi, George Sabra, portavoce del Consiglio nazionale siriano (Cns), principale piattaforma di oppositori all'estero, aveva infatti affermato che il Cns è "d'accordo per l'uscita di scena di al Assad e il trasferimento dei poteri a una delle personalità del regime per un periodo di transizione".
Secondo quanto riportato dal sito Internet del quotidiano an Nahar di Beirut, Sabra avrebbe aggiunto che "nel regime in Siria ci sono di alcune personalità patriottiche, così come nell'esercito ci sono ufficiali che possono svolgere un ruolo nel periodo transitorio".
Il Consiglio nazionale siriano (Cns), smentisce però proprio il suo portavoce e membro dell'ufficio esecutivo George Sabra.
Secondo il piano elaborato dall'Onu e proposto nei mesi scorsi dall'inviato speciale Kofi Annan al presidente al Assad, quest'ultimo è chiamato a dimettersi lasciando i poteri al suo vice, Faruq al Sharaa.

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