Bulgaria, giallo sull'identità del kamikaze

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L'attentatore suicida responsabile della strage di Burgas non è, come si era pensato inizialmente, il cittadino svedese vicino all'estremismo islamico e con un passato a Guantanamo. Intanto Israele accusa Hezbollah e Iran

Ennesimo colpo di scena nella serie di notizie confermate e smentite dalle auorità bulgare sull'attentato di giovedì 18 a Burgas in cui sono morti 7 turisti israeliani. Il ministero dell'Interno di Sofia ha smentito l'indiscrezione secondo la quale il kamikaze autore della strage fosse un cittadino svedese di origine algerine, Muhammad Ghezali. La notizia era stata diffusa da alcuni media bulgari e ripresa in Israele. Poi il controspionaggio svedese (Sapo) ha negato che Ghezali fosse coinvolto e solo ora la presa di posizione bulgara: "Affermiamo che questa informazione non corrisponde a verità. E' scorretto pubblicare notizie senza la conferma del ministero o di altre istituzioni competenti", si legge in un comunicato.

Le autorità bulgare hanno comunque diffuso le immagini del presunto attentatore: un uomo sui 35 anni, coi capelli lunghi, che si aggirava in aeroporto con andatura nervosa, camminando avanti e indietro con in spalla uno zaino nero e una borsa per il laptop. Il video, filmato dalle telecamere di sicurezza, è stato mandato in onda dalle emittenti televisive bulgare.

Accuse contro l'Iran - Secondo il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, dietro l'attentato ci sarebbe la mano del gruppo libanese Hezbollah, appoggiato dall'Iran. "Gli esecutori fanno parte di Hezbollah, che hanno chiaramente il costante appoggio iraniano", ha detto Barak puntando l'indice contro il movimento sciita con base in Libano alleato di Siria e Iran. Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aveva immediatamente attribuito l'attacco a Teheran.

Teheran nega qualsiasi coinvolgimento - Ma da Teheran è arrivata una sdegnata smentita alle accuse: "Le dichiarazioni prive di fondamento diffuse dal regime sionista e le accuse all'Iran di aver partecipato all'attentato contro il pullman dei turisti israeliani a Burgas è il consueto metodo, a scopo politico, dei sionisti, e un segno della loro debolezza. La Repubblica islamica è la maggiore vittima del terrorismo, una pratica disumana che condanniamo con forza", ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri iraniano.

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