Finito l'incubo, Rossella Urru liberata in Mali

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L'operatrice umanitaria è stata rilasciata insieme ai due spagnoli sequestrati con lei nell'ottobre 2011. La conferma è arrivata dal ministro degli Esteri Giulio Terzi. La madre: "Sono emozionatissima". Napolitano: "Gioia e sollievo"

Rossella Urru "è stata liberata. E' una bellissima notizia". Così il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha confermato la liberazione della cooperante italiana rapita lo scorso ottobre in Algeria in un campo Saharawi, insieme a due spagnoli. "Il caso di Rossella Urru rappresenta un simbolo dei valori del coraggio e dell'eroismo delle nostre donne che lavorano su terreni di cooperazione estremamente difficili - ha aggiunto il titolare della Farnesina -  Si tratta di persone che rappresentano la dignità, l'orgoglio e la grandezza dell'Italia".
Terzi ha reso noto che la Urru "sta per per entrare in contatto con il capo dell'Unità di crisi" Claudio Taffuri. "Forse occorrerà" ancora un po', "prima di poterla avere", con noi, ma "speriamo di poterle parlare quanto prima. I familiari di Rossella Urru sono qui con me e gli ho portato i saluti del Capo dello Stato" Giorgio Napolitano che "ha seguito personalmente, insieme al presidente del Consiglio, a me e a tutto il governo questo caso così difficile per l'opinione pubblica italiana". In una nota il Capo dello Stato ha espresso gioia e sollievo per la liberazione della cooperante italiana. "Sono emozionatissima. Non vedo l'ora di riabbracciarla", ha commentato invece la madre di Rossella Urru.

Il rilascio - La notizia è stata anticipata da Il Foglio. Successivamente un portavoce del governo spagnolo aveva detto che la Urru, Ainhoa Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalos erano stati liberati, ma che a causa del cattivo tempo nella zona non erano stati ancora consegnati alle rispettive autorità nazionali. Un aereo spagnolo raggiungerà nelle prossime ore la zona per riportare a casa gli operatori umanitari. I tre, secondo Sanda Ould Boumama, di Ansar Dine, sono ancora sotto la tutela di mediatori del Burkina Faso, il cui ruolo è stato fondamentale anche nelle trattative per la liberazione di altri ostaggi occidentali nella regione.

Il rapimento - La Urru, 30 anni, coordinatrice delle iniziative dell'ong Cisp (Comitato internazinale per lo sviluppo dei popoli) per i campi sahrawi, era stata rapita insieme a Fernandez de Rincon, dell'Associazioni amici del popolo sahrawi, e Gonyalos, dell'associazione Mundobat, in un campo profughi vicino a Tindouf, nell'Algeria occidentale nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011. Le autorità locali riferirono all'epoca che i rapitori, provenienti dal Mali, avevano attraversato il confine a bordo di veicoli a trazione integrale, e che in uno scontro a fuoco un ostaggio e una guardia sahrawi erano rimasti feriti. A marzo si era sparsa la voce della liberazione dell'italiana, poi smentita. A maggio, l'agenzia di stampa francese Afp aveva parlato di una richiesta di riscatto di 30 milioni di euro per la Urru e uno dei due operatori spagnoli. La Urru, che lavora per il Cisp nel Sahara occidentale da un paio d'anni, in precedenza aveva già avuto esperienze con i campi sahrawi per conto del comune di Ravenna.

Festa in Sardegna - Un applauso e un urlo liberatorio nel Bar Sulis, a Samugheo, ha accompagnato la notizia della conferma della liberazione della cooperente sarda Rossella Urru venuta dal Ministero degli esteri Terzi. I diversi componenti del Comitato per la liberazione di Rossella sono subito usciti in strada dove le prime auto hanno cominciato a suonare i clacson e ad improvvisare caroselli nelle strade del centro del paese. Il parrocco del paese si è recato subito in chiesa per far suonare le campane.

Sandra Mariani: "Vorrei abbracciarla" - "Sono contentissima, vorrei tanto abbracciarla". Così Sandra Mariani, nelle mani dei rapitori fino al 17 aprile scorso, ha commentato la liberazione di Rossella Urru. "E' finito un incubo. Non mi ha mai abbandonato il pensiero che Rossella, così come altri, fossero ancora nelle mani dei rapitori".

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