Greendex 2012: chi inquina di più e chi di meno nel mondo

La mappa del Greendex 2012: il verde più scuro indica maggiore ecosostenibilità nei comportamenti dei cittadini. Credits: National Geographic
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Cina e India sono i paesi più eco-virtuosi, gli Stati Uniti i peggiori. E’ quanto emerge dall’indice di sostenibilità dei comportamenti privati realizzato dal National Geographic in 17 nazioni

di Gabriele De Palma

Chi inquina di più si sente meno in colpa, ma, paradossalmente, ha più fiducia nella possibilità di migliorare lo stato del pianeta. E’ questo uno degli aspetti che emerge da
Greendex 2012, l'indice che valuta la sostenibilità ambientale dei consumatori, realizzato dall’istituto di ricerca GlobeScan insieme a National Geographic. I dati, elaborati tramite un algoritmo, sono le risposte che 17mila consumatori di 17 Paesi hanno dato sul proprio comportamento in materia di risparmio energetico.

Nordamericani i meno virtuosi - Riscaldamento domestico, trasporti, cibo e beni di consumo, gli ambiti indagati da GlobeScan, che hanno rivelato come, nelle nazioni generalmente accusate di avere un peggior impatto sull'ambiente (India, Cina e Brasile), vivano però i cittadini più virtuosi. I nordamericani hanno invece i comportamenti peggiori sul fronte della sostenibilià, ma non si sentono affatto in colpa e anzi sono convinti che le loro azioni possano migliorare lo stato del pianeta. Viceversa, i cittadini che hanno i comportamenti migliori sono i meno fiduciosi sulla possibilità di cambiare le cose.

Nonostante questa realtà paradossale in media comunque l'indice di eco-sostenibilità migliora rispetto all'ultimo report del 2010, anche se c'è ovviamente molto ancora da fare. L'Italia non è inclusa nel report, ma ognuno può calcolare il proprio Greendex sul sito dedicato.

Riscaldamento, raffreddamento e tv
– In India, Messico e Brasile i sistemi di riscaldamento domestico sono scarsi, in dotazione in media a un'abitazione su due. Anche per questo i tre Paesi sono tra quelli che consumano meno per rimanere al caldo. Ragioni climatiche ma anche legate alla povertà. Altrimenti non si spiegherebbe l'assenza o quasi anche dei sistemi di raffreddamento, presenti invece – e molto incidenti – in altri luoghi dal clima caldo come Spagna e Australia. Il Brasile invece è il maggiore consumatore di biocombustibile, mentre la Cina si distingue in negativo per avere ancora il 40% del riscaldamento a carbone. Non va molto meglio nemmeno nelle civilissime e tecnologicamente evolute Germania e Giappone, che nonostante il nucleare e l'eolico consumano ancora troppo petrolio, così come negli Usa e in Corea del Sud, dove si è sviluppata una mania per i condizionatori altamente energivori. Insomma le rinnovabili non riescono ancora a scalzare le fonti esauribili e altamente inquinanti.

Mobilità e cibo – Gli Ungheresi tra i più virtuosi, mentre in Francia la situazione peggiora, più che in ogni altro Paese compreso dall'indagine, per quel che riguarda l'eco-sostenibilità dei trasporti. Le economie più sviluppate sono anche quelle che hanno il maggior numero di veicoli in circolazione e smisuratamente grandi (SUV), e quindi occupano gli ultimi posti dell'indice. Russia, Cina, Corea del Sud, Brasile e Messico sono i luoghi dove i mezzi pubblici vanno per la maggiore, mentre gli anglosassoni (Usa, Canada, Regno Unito e Australia) sono i meno propensi ad andare a piedi o in bicicletta, record invece detenuto ancora dai cinesi, nonostante il numero di bici sia sensibilmente diminuito dall'esplosione del boom economico.
Le statistiche sul cibo tengono conto dell'uso di alimenti d'importazione, dell'abitudine a mangiare carne e a bere acqua in bottiglia (di plastica). Tutti fenomeni penalizzanti per l'indice a causa delle implicazioni sull'inquinamento. Russi, Cinesi, Australiani e Tedeschi hanno la dieta più sensibile all'ambiente, anche se in Germania va per la maggiore l'acqua in bottiglie di plastica. Da notare come gli Spagnoli siano diventati i maggiori consumatori di pesce, scavalcando lo storico leader, il Giappone, a causa delle conseguenze dello tsunami che hanno limitato la pesca locale.

Elettronica di consumo e tv – Sebbene i televisori consumino sempre meno e un terzo degli intervistati ne abbia acquistato uno eco-sostenibile negli ultimi 24 mesi, è anche vero che ce ne sono sempre di più in circolazione. Tutti gli intervistati ne posseggono almeno uno, molti americani vivono addirittura in case che ne contengono quattro. Europei e Canadesi sono coloro che riciclano di più e meglio i gadget elettronici, grazie anche alle nuove disposizioni di legge che ne prevedono lo smaltimento ecologico obbligatorio. Aumentano anche gli acquisti di beni usati e la scelta di riparare le cose anziché sostituirle, comportamenti molto diffusi ovunque tranne che in Giappone.
Il bicchiere insomma è mezzo pieno, resta solo da colmare la metà mancante e – dati alla mano – non sarebbe sorprendente se a riempirlo del tutto ci arrivassero prima a longitudini più orientali delle nostre.

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