Tav, Parigi: "Nessun passo indietro, ma serve nuovo accordo"

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L'alta velocità è "totalmente confermata" dichiara il ministro dello Sviluppo economico. La Francia chiede di tenere conto dei finanziamenti europei disponibili

La Tav Torino-Lione, è un progetto legato ad "accordi internazionali" e ad un "trattato". Francia e Italia "hanno dato la loro parola e non torneranno indietro".
Il giorno dopo le voci secondo cui Parigi avrebbe avuto intenzione di riesaminare il progetto, arriva la precisazione del portavoce del Ministero dei Trasporto francesi. Nessuna retromarcia, dunque. Ma serve un nuovo accordo, quello del 29 gennaio 2012 non è sufficiente. "Ci vorrà un altro accordo che tenga conto dei finanziamenti disponibili, specialmente a livello europeo", ha concluso il portavoce. Nel corso della giornata era intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico ribadendo che il progetto resta confermato.

Passera: il progetto resta confermato - "Ho appena parlato col ministro francese dei Trasporti: non c'è da parte loro nessuna ipotesi di modifica di impegni già presi. Il progetto Torino-Lione è totalmente confermato da parte nostra e in maniera piena anche da parte del governo francese", ha detto il ministro, parlando a un convegno dell'Ance, l'associazione dei costruttori.
Passera ha proseguito dicendo che il ministro francese Frederic Cuvillier "mi ha chiarito che eventuali dubbi riguardano progetti non ancora definiti, mentre il progetto della Torino-Lione è un progetto definito, sancito da accordi internazionali e da accordi tra i nostri due paesi, e quindi mi ha confermato che il progetto va vanti come da contratto".

No Tav, il costo per la parte francese è di 11 miliardi di euro - Dopo che ai primi di luglio la Corte dei Conti francese ha criticato il peso dei progetti infrastrutturali sul debito pubblico - con un costo di 260 miliardi di euro entro il 2020 per 14 linee Tgv, ad alta velocità - il ministro del Bilancio francese Jerome Cahuzac ha però detto che bisogna "sfrondare" i progetti proposti e che "il governo non avrà altra scelta che rinunciare ad alcune delle opzioni che sono state privilegiate" negli ultimi anni.
Nel mirino dei giudici contabili c'è in particolare la Torino-Lione il cui costo, per la sola parte francese, è stimato, secondo la Corte, in 11 miliardi di euro.

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