Siria, Usa: "Finito il tempo di Assad"

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La Casa Bianca boccia il coinvolgimento dell'Iran nel piano di pace di Kofi Annan. Intanto nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu Francia, Gran Bretagna e Germania decise a presentare nuove sanzioni contro il regime di Damasco

Sale la tensione del conflitto tra la Siria e le Nazioni Unite. Gli Stati Uniti continuano a non volere un coinvolgimento dell'Iran negli sforzi per superare la crisi e bocciano il piano elaborato da Kofi Annan. La Casa Bianca ritiene che il ruolo Teheran in Siria non sia stato produttivo, vantaggioso e che non possa essere costruttivo. Gli Usa, ha aggiunto il portavoce Jay Carney, intendono continuare a collaborare con le nazioni che vogliono un futuro democratico per il popolo siriano. E per il presidente siriano, avvertono dalla Casa Bianca, non c'è più spazio. "La comunità internazionale - ha detto il portavoce americano, Jay Carney - deve lavorare in maniera costruttiva e cooperare per risolvere la situazione in Siria. Gli Stati Uniti notano dei progressi sulla strada della costruzione di un ampio consenso.". Ma per l'amministrazione Obama c'e' un punto fermo: "Nel processo di transizione e nel futuro della Siria - ha ripetuto Carney - Assad non può più giocare alcun ruolo".

Intanto però il piano di pace presentato da Kofi Annan sembra lentamente andare avanti. Da Ginevra l'inviato dell'Onu ha fatto sapere che Assad ha nominato un suo rappresentante per avviare un dialogo con  l'opposizione. "Ha offerto un nome", ha detto  Annan, che ha incontrato lunedi' il leader di Damasco e ha spiegato di voler raccogliere maggiori informazioni su questa persona. Intervenuto dopo aver informato della sua missione il Conisglio  di Sicurezza dell'Onu a New York, tramite un collegamento in  videoconferenza, Anann ha sottolineato l'importanza per la conclusione del conflitto che il Consiglio parli con una voce sola.

Nel caso il piano di pace si arresti, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite i Paesi occidentali si apprestano a presentare "entro poche ore" una risoluzione con nuove sanzioni contro il regime siriano. Lo ha annunciato l'ambasciatore britannico, Mark Lyall Grant. I due precedenti tentativi di infliggere nuove misure punitive a Damasco (a ottobre del 2011 e lo scorso febbraio), erano state bloccate da Russia e Cina che avevano opposto il veto. Posizione ribadita anche da Parigi, il cui ambasciatore al Palazzo di vetro Gerard Arau ha spiegato che la Francia invocherà il capitolo 7 della  carta Onu, che permette l'uso della forza e di sanzioni, per chiedere  a Damasco di rispettare i sei punti del piano Annan o di "subire le  conseguenze". Secondo l'ambasciatore francese, la bozza presentata  dalla Russia, che chiede l'estensione di tre mesi del mandato degli  osservatori in Siria, "non e' sufficiente". Anche Berlino appoggia l'iniziativa francese. "La  situazione in Siria richiede un approccio ampio. Dobbiamo usare tutti  gli strumenti disponibili del Consiglio di Sicurezza", ha affermato  l'ambasciatore tedesco Peter Wittig.

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