Alluvioni in Russia, polemica per gli aiuti "firmati" Putin

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Fa discutere l'invio alle popolazioni vittime delle inondazioni di viveri con il logo del partito di governo. Ma un esponente dell'opposizione smorza i toni: militanti della formazione del presidente hanno staccato subito gli adesivi

Il partito di governo Russia Unita sfrutta la tragedia delle alluvioni a Krasnodar per fare propaganda. La denuncia di diverse persone sul web da martedì 10 luglio, raccontata dai quotidiani russi come Rbc Daily e Kommersant. Secondo testimoni oculari e inviati sul posto, su molti degli aiuti umanitari (soprattutto acqua e cibo) arrivati nella regione meridionale dopo il disastro che tra il 7 e l'8 luglio ha fatto 172 vittime, appaiono in bella vista adesivi col logo di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.

Stando a quanto riferito da Rbc, i camion con tonnellate di cibo, medicinali e vestiti raccolti da privati e Ong e diretti a Krasnodar, non hanno accesso alle zone disastrate senza che sopra vi sia l'apposito logo della formazione di maggioranza. Anche Kommersant parla di scatole di biscotti, zucchero e tè tutte col segno di Russia Unita, ribattezzato dopo le proteste anti-Putin di questo inverno il "partito dei ladri e dei truffatori". Una fonte interna al partito, ha raccontato che già all'indomani della tragedia, si era deciso di smettere di attaccare adesivi sugli aiuti umanitari per Krymsk, la città più colpita, per non creare scandalo. Ma probabilmente qualcosa è sfuggito al controllo e ora su blog e social network corre lo sdegno della popolazione.

In modo inaspettato, però, a difendere Russia Unita è sceso in campo uno degli esponenti dell'opposizione politica. Ilya Ponomarev, deputato di Russia Giusta, ha raccontato di aver visto colleghi del partito putiniano staccare con le loro mani i controversi loghi "per dimostrare che si trattava di un'operazione umanitaria e non politica". La polemica non tocca, però, la popolazione locale, occupata in ben altri problemi, come la lenta distribuzione di aiuti e l'inadeguatezza dei soccorsi. Kommersant parla di una carenza di soccorritori e mezzi. Per il quotidiano Novie Izvestia, invece, il rischio ora è che gli aiuti vengano saccheggiati da criminali: la gente che li riceve è senza casa e non sa dove custodirli, spiega al giornale un volontario dell'organizzazione "Guardia ecologica del Nord Caucaso", impegnata sul posto. Un altro allarme è rappresentato dalle pessime condizioni sanitarie in cui si trova Krymsk dopo il ritiro delle acque, riferiscono i soccorritori, con carcasse di animali sparse ovunque. Intanto il numero delle vittime delle inondazioni - di cui un'indagine sta appurando le responsabilità - secondo il ministero delle Emergenze è salito a 172. Testimonianze sul web di fotografi e volontari avvertono, però, che il bilancio reale potrebbe essere di molto superiore, perché alcune zone inondate non sono state ancora raggiunte dai soccorsi.

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