Siria, la Nato condanna l'abbattimento del jet turco

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Il premier Erdogan: la nostra risposta razionale a quanto accaduto non deve essere scambiata per debolezza. Le regole di ingaggio delle forze armate sono state modificate per rispondere a qualsiasi violazione sul confine siriano

Gli stati membri della Nato hanno condannato la Siria per l'abbattimento di un jet militare turco, definendolo "inaccettabile" e chiedendo a Damasco di prendere accorgimenti per prevenire ulteriori incidenti.

Intanto, il premier turco Tayyip Erdogan ha precisato che la risposta razionale di Ankara a quanto accaduto non deve essere scambiata per debolezza e che in seguito all'incidente le regole di ingaggio delle forze armate turche sono state modificate per rispondere a qualsiasi violazione sul confine siriano.

Gli ambasciatori dei 28 stati membri della Nato si sono incontrati martedì 26 giugno a Bruxelles per consultarsi con la Turchia sull'incidente, su richiesta turca, mentre l'Ue ha rafforzato le sanzioni contro la Siria, con restrizioni su una banca siriana, una società petrolifera e una portavoce del governo.

"Gli alleati Nato hanno espresso forte condanna per questo atto assolutamente inaccettabile", ha detto il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen dopo la riunione, aggiungendo che la sicurezza della Nato è "indivisibile".

Rasmussen ha però spiegato che l'articolo 5 della Nato, che chiede agli stati membri di considerare l'attacco a un paese come l'attacco a tutti i membri dell'alleanza, non è stato discusso. "Siamo con la Turchia in spirito di solidarietà", ha aggiunto.

Secondo Erdogan, che ha parlato ai deputati del suo partito Ak, la Turchia è dalla parte della ragione nella vicenda. Sulle regole di ingaggio, il premier ha spiegato che attacchi a jet da ricognizione, presi deliberatamente come obiettivo, non saranno lasciati senza risposta.

Nel frattempo oggi, martedì 26 giugno, l'Unione europea ha implementato il 16esimo round di nuove sanzioni contro la Siria, aggiungendo la Banca islamica internazionale siriana e una società petrolifera nella lista dei gruppi colpiti. Anche altri gruppi governativi sono nella lista delle sanzioni, compresi i ministeri della Difesa e dell'Interno, l'ufficio per la sicurezza nazionale, la radio e la tv.

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