Egitto, la protesta torna in piazza Tahrir

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Il risultato del voto presidenziale di domenica scorsa sarà annunciato sabato. I sostenitori dei Fratelli Musulmani temono brogli e sono scesi in strada per protestare. I militari: "Useremo il pugno duro verso chi crea disordini"

Resta alta la tensione in Egitto dove, a cinque giorni dall'appuntamento elettorale, non si conoscono ancora i risultati del voto presidenziale. Piazza Tahrir, il luogo simbolo della rivolta contro il regime di Mubarak è tornata a riempirsi di manifestanti. Questa volta a protestare sono i sostenitori del candidato dei Fratelli Musulmani, Mohammed Mursi, che chiedono di rendere pubblici al più presto i risultati del voto. Dalla folla sono partiti slogan contro la giunta militare, accusata di voler influenzare e falsificare il risultato elettorale.

Il candidato islamico ha precisato di non avere problemi con il Consiglio Supremo delle Forze Armate, il cui operato è "patriottico". L'esponente dei Fratelli musulmano ha però detto di non essere d'accordo con le loro recenti decisioni. Morsi ha cercato di allentare le tensioni degli ultimi giorni affermando di non volere né "contestazioni" né "violenza". "Non cerchiamo lo scontro", ha assicurato. "Il risultato elettorale atteso è noto a tutti" ha dichiarato Morsi, alludendo alla sua vittoria nel voto per le presidenziali, rivendicata già nel giorno del voto. Morsi ha voluto mettere in guardia il suo avversario, Ahmed Shafiq, che aveva rivendicato a sua volta il successo elettorale. "Non permetteremo a nessuno di manomettere i risultati" ha aggiunto il candidato dei Fratelli musulmani, specificando che la sua vittoria si basa sui conteggi ufficiali di giudici imparziali.

La Giunta militare egiziana ha annunciato il "pugno duro" nei confronti di chiunque andrà contro l'interesse pubblico, riferendosi alle proteste in piazza. I militari hanno però specificato che i cittadini sono liberi di protestare finché non creeranno disordini, difendendo anche la loro scelta "necessaria in questa fase" di emendare la Costituzione per assumere il potere legislativo.  Il Consiglio supremo delle forze armate, in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, ha anche criticato i due candidati alle presidenziali per aver annunciato prematuramente la loro vittoria, creando divisioni politiche e confusione.

Intanto, però, il giornale governativo al-Ahram, citando fonti governative, ha anticipato che la commissione elettorale egiziana annuncerà la vittoria di Ahmed Shafiq,  l'ultimo primo ministro dell'ex presidente Hosni Mubarak. Secondo il sito del giornale, anche diplomatici occidentali al Cairo hanno confermato di aver ricevuto  indicazioni di questo tipo sull'esito delle elezioni. Una delle fonti di al-Ahram sostiene che Shafiq abbia vinto con  il 50,7% dei voti e si teme che il Fratelli Musulmani e il loro  candidato, Mohammed Mursi, non accettino questo risultato, con  conseguenze imprevedibili visto che nei giorni scorsi hanno proclamato la loro vittoria con oltre il 52% dei voti. Il sito precisa infine di  non aver avuto dal Consiglio Supremo delle Forze armate, al potere  dalla caduta di Mubarak, conferme sul contenuto dell'annuncio. I risultati ufficiali del voto erano attesi per giovedì, ma la Commissione elettorale si è presa altro tempo a causa dell'alto numero di ricorsi da esaminare.

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