Obama: "Stop ai rimpatri di giovani cresciuti negli Usa"

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Il presidente americano ferma le espulsioni dei clandestini sotto i 30 anni che sono arrivati nel paese prima dei 16 anni. "Sono americani nel cuore e in tutti gli aspetti tranne che nelle carte", ha detto nell'annunciare il provvedimento. VIDEO

"Sono americani nel cuore, e in tutti gli aspetti tranne che nelle carte". Così Barack Obama ha annunciato, con una dichiarazione dal Rose Garden della Casa Bianca, la decisione di ordinare al dipartimento per la Sicurezza Interna lo stop dell’espulsione degli immigrati clandestini sotto i 30 anni che sono arrivati nel paese prima dei 16 anni.

"Sono stati portati qui dai genitori da bambini e spesso non hanno saputo di essere senza documenti fino a quando non hanno fatto  domanda per una borsa di studio o per un lavoro", ha detto ancora il presidente, sottolineando che "non ha alcun senso" che questi ragazzi  pieni di voglia di fare per il paese vengano deportati "in paesi che spesso neanche conoscono" a causa "delle colpe dei genitori o dell'inazione del Congresso".

La misura che Obama ha deciso di adottare, con una mossa destinata a fargli raccogliere consensi tra l'elettorato ispanico, ricalca a pieno il Dream Act, la proposta di legge che, ha ricordato Obama, "ho chiesto tante volte al Congresso di approvare" perché  "è  la cosa giusta da fare per il nostro paese".

Nel suo discorso Obama ci ha tenuto a sottolineare che non si trattava di annunciare "una sanatoria, né un'immunità" ma una misura temporanea per colmare il vuoto dalla mancata azione da parte del Congresso, sia per approvare il Dream Act (Development, Relief, and Education for Alien Minors) che per varare una  complessiva riforma della legge sull'immigrazione "piena di cose che  non funzionano".

L'annuncio di Obama ha subito raccolto l'entusiastico sostegno delle organizzazioni per i diritti dei migranti, che stimano che "approssimativamente un milione di giovani avranno indietro i loro  sogni grazie alla leadership ispirata ai principi del presidente Obama", come ha detto Deepak Bhargava, direttore del Center for Community Change. Al contrario, immediate le critiche dei repubblicani che hanno accusato Obama di manovre elettorali e di tradire "la fiducia del popolo americano".

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