Siria: sgraditi alcuni ambasciatori, tra cui quello italiano

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Damasco ha dichiarato "indesiderati" i rappresentanti di alcuni paesi occidentali che avevano espulso a loro volta i diplomatici siriani dopo il massacro di Hula. Terzi: "Proseguire col piano Annan"

La Siria ha dichiarato "indesiderati" gli ambasciatori di alcuni Paesi occidentali, tra i quali anche il rappresentate dell’Italia. Nella lista dei diplomatici "non graditi" dal governo siriano figurano anche i rappresentanti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Turchia e Spagna. E' quanto si legge in un comunicato diffuso dal Ministero degli Esteri a Damasco. "Non graditi" in Siria, viene precisato, sono anche gli incaricati d'affari di Belgio, Bulgaria, Germania e Canada.

Secondo la tv ufficiale siriana, il Ministero degli Affari Esteri siriano ha adottato la misura "seguendo il principio della reciprocità” dopo le espulsioni degli ambasciatori siriani da parte 15 paesi occidentali la scorsa settimana. Nei giorni scorsi, in reazione alla richiesta di espulsione degli ambasciatori siriani da parte dei principali paesi occidentali, Damasco aveva dichiarato "persona non grata" l'ambasciatore olandese.

La  decisione di Stati Uniti, Canada, Australia e di molti Paesi europei era stata presa dopo il massacro di Hula, nei pressi di Homs, dove sono stati rinvenuti i corpi di 108 persone, tra cui una quarantina di bambini. Il massacro è stato attribuito alle forze irregolari del regime, che ha invece accusato terroristi pagati e sostenuti dall'Occidente e dai Paesi arabi del Golfo.

Sulla situazione in Siria il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha avuto un incontro con il collega francese Laurent Fabius a Villa Madama. Dopo il faccia a faccia Terzi ha sottolineato "l'attualità del piano Annan  (mediatore dell'Onu e della Lega araba per la Siria), e la necessità di "rafforzare la pressione sul regime e consolidare l'impegno nella missione Onu". Il capo del Quai d'Orsay ha ricordato che la prossima riunione del 'Gruppo degli Amici’ della Siria - su cui c'è "convergenza" di analisi con l'Italia - si terrà a Parigi all'inizio di luglio.

Intanto gli occhi sono puntati su Pechino dove il presidente russo, Vladimir Putin, è arrivato in mattinata accolto dal suo omologo, Hu Jintao, e vi rimarrà tre giorni. I due capi di Stato coordineranno le posizioni sulla crisi siriana. Mosca e Pechino hanno finora costantemente bloccato le iniziative contro Damasco in seno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e la linea non sembra destinata a cambiare: la diplomazia cinese ha sottolineato che Pechino e Mosca sono contrari tanto a un intervento armato che a un cambio di regime con la forza.

Nel video in alto immagini tratte da Effetto Notte la striscia di approfondimento notturna di SkyTG24 in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì all'1.35 e alle 3.35. (Qui tutti i video)

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