Siria: strage a Hula, muoiono 32 bambini

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Robert Mood, capo degli osservatori dell'Onu: le persone che hanno perso la vita sono 92, è “una brutale tragedia”. Intanto centinaia di famiglie lasciano la zona in cerca di luoghi più sicuri

A Hula, nella provincia di Homs, è il momento dell’esodo dopo la strage di venerdì 25 maggio. La conta dei morti l’hanno fatta gli osservatori dell’Onu. Il generale Robert Mood, capo delegazione, ha divulgato le cifre ufficiali: 92 vittime, di cui 32 bambini, in ciò che lui stesso ha definito “una brutale tragedia”, perpetrata con “l’impiego di cannoni dei carri armati”. E adesso chi può scappa, in cerca di luoghi più sicuri, seguendo i consigli degli Imam che invitano le famiglie a lasciare la città in vista di nuovi attacchi. Il cimitero di Taldo è stracolmo e la gente guarda al Libano come la terra della salvezza.

"Alcune delle vittime sono state colpite dall'artiglieria pesante; famiglie intere sono state massacrate", ha affermato Bassma Kodmani, responsabile esteri del Consiglio.  Video diffusi online da attivisti dell'opposizione mostrano diversi corpi allineati in una stanza, fra cui quelli di decine di bambini. Sono tutti coperti da lenzuoli che mostrano solo il volto insanguinato.

Ban Ki-Moon: "Situazione estremamente seria" - Sulle violenze compiute a Hula è intervenuto anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, che in una lettera al Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha scritto nero su bianco che la situazione in Siria resta "estremamente seria". Considerato l'alto livello degli attacchi condotti, potrebbero esserci "gruppi terroristici" dietro i recenti attentati nel Paese. Dall'inizio della tregua, il 12 aprile scorso, ci sono stati "solo piccoli progressi”. Nel Paese permane una situazione di "tensione e paura".

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