Genocidio e crimini di guerra, a L'Aja il processo a Mladic

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L'ex capo militare dei serbi in Bosnia è considerato il principale responsabile dell'assedio di Sarajevo e del massacro di Srebrenica, in cui vennero uccisi oltre 8.000 musulmani

E' iniziato davanti al Tribunale penale dell'Aja il processo a Ratko Mladic, ex capo  militare dei serbi di Bosnia Erzegovina. Il generale deve rispondere di 11 capi di imputazione per genocidio e crimini di guerra commessi dagli uomini che rispondevano ai suoi ordini durante la guerra che ha insanguinato la repubblica ex Jugoslava tra il 1992 ed  il 1995.
Mladic, oggi 70enne, si è mostrato sicuro di sé entrando nell'aula del tribunale dell'Aja, battendo le mani e alzando il pollice. Con abito scuro e cravatta, si è seduto tenendo gli occhiali in mano e ha ascoltato attentamente mentre i pubblici ministeri facevano le loro arringhe iniziali.

"Ha guidato la pulizia etnica in Bosnia". Queste le parole del rappresentante dell'accusa, Dermot Groome, nel suo intervento in apertura del processo a Ratko Mladic anticipando che "presenteremo elementi di prova che dimostreranno, al di là di ogni ragionevole dubbio, che c'è la mano di Mladic in ognuno dei crimini" di cui l'ex generale è accusato.

Il boia di Srebrenica  - Catturato un anno fa, il 26 maggio 2011, in un villaggio del nord della Serbia dopo ben 16 anni di latitanza, Mladic è responsabile in primo luogo del massacro di Srebrenica, la località bosniaca dove nel luglio 1995 furono trucidati 8 mila musulmani - il crimine peggiore in Europa dopo la seconda guerra mondiale - e del lungo assedio di Sarajevo con quasi 12 mila morti e oltre 50 mila feriti e mutilati in 43 mesi di drammatici bombardamenti e attentati ai danni della popolazione inerme. Crimini questi per i quali l'ex generale viene bollato come il 'Boia di Srebrenica' o il 'Macellaio dei Balcani'.
Il processo si è aperto a 17 anni dal primo atto di incriminazione della Corte ad hoc dell'Onu contro Mladic e Radovan  Karadzic, ex leader politico dei serbi di Bosnia.

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