Grecia in crisi profonda. Si torna alle urne

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Fallito il tentativo di formare un governo tecnico. Si va verso nuove elezioni. Favorita l'estrema sinistra. Lagarde: "Uscita di Atene dall'euro è un'opzione". Piazza Affari perde il 2,5%. Spread a 439

Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione tra il capo dello Stato greco Karolos Papoulias e i leader dei partiti eletti in Parlamento per riuscire a formare un governo tecnico, dopo che dalle ultime elezioni del 6 maggio non era uscita una maggioranza certa. Nel corso dell'ultima settimana il presidente della Repubblica aveva dato l'incarico per formare il governo ai leader dei tre principali partiti usciti dalle urne: i conservatori di Nea Demokratia, i socialisti del Pasok e l'estrema sinistra di Syriza. Nessuno di loro, però, è riuscito a formare una maggioranza. L'ultima speranza era quella di provare a fare un governo tecnico che potesse realizzare il programma di misure richieste dall'Europa. Ipotesi che non è riuscita e che obbliga il paese a tornare alle urne.

Governo a interim per il voto
- Mercoledì 16 maggio a mezzogiorno Papoulias terrà una nuova riunione con i leader dei partiti politici  per la nomina di un governo facente funzione che porti il paese a nuove elezioni. Anche il leader del  partito socialista, Evangelos Venizelos, ha confermato il fallimento  dei negoziati per la formazione di una coalizione di governo,  auspicando che i greci possano prendere "decisioni mature" al  prossimo voto.

Syriza favorita - Ai colloqui ha partecipato anche Alexis Tsipras, leader della coalizione della Sinistra radicale, Syriza, arrivata seconda alle  elezioni e data per vincente in caso di un ritorno alle urne, con una  campagna tutta incentrata sul rifiuto dell'accordo con la Ue. Al  tavolo anche il leader degli indipendentisti greci, mentre il  presidente non ha invitato gli esponenti del partito di ispirazione  neonazista Alba Dorata.

Le reazioni dei mercati -
Le notizie in arrivo da Atene hanno subito provocato un'ondata di vendite nelle borse europee. Atene ha perso a fine giornata il 4,5%, Milano il 2,56% a 13.311 punti.  Il differenziale tra Btp decennali e  omologhi tedeschi chiude a quota 439 punti, dopo aver sfiorato un  massimo infraday di 442.

I commenti dall'Ecofin - E le notizie da Atene rimbalzano anche a Bruxelles, dove si è svoltol'Ecofin. Il ministro delle Finanze tedescho Wolfgang Schaeuble ha voluto gettare acqua sul fuoco spiegando che il ritorno alle urne "non cambia la situazione" e Atene deve "attuare il suo programma per rimanere nell'euro", come e' "nella volontà della maggioranza dei suoi cittadini". Il paese ellenico "deve eleggere un governo che rispetti i termini di salvataggio internazionale per rimanere nell'euro e che è stato concordato". "Nessun candidato responsabile - spiega - può nascondere questo all'elettorato". Più pessimista il suo collega svedese, Anders Borg, secondo cui "la Grecia è vicina alla fine della strada".

Barnier: "Solidarietà dall'Europa" - Una mano tesa ai greci arriva dal commissario europeo al Mercato interno ed ai servizi finanziari, Michel Barnier, secondo cui "è meglio che i greci  affrontino le difficoltà" in cui si trovano "in un contesto di  disciplina e solidarietà europea che da soli".  "Il popolo greco ha nelle mani il destino europeo", ha aggiunto, e sta affrontando "sacrifici enormi al limite del sopportabile".

Lagarde: "Uscita della Grecia dall'euro è opzione" - Non nega invece che è tra il novero della possibilità l'uscita della Grecia dall'euro il direttore generale dell'Fmi Christine Lagarda, secondo cui "un' uscita ordinata" della Grecia dall'euro "sarebbe straordinariamente costosa e presenterebbe dei grandi rischi, ma fa parte delle opzioni che siamo obbligati a considerare tecnicamente".

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