Grecia, ultimo tentativo per formare il nuovo governo

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Riprendono le consultazioni tra i leader dei principali partiti per cercare un accordo in vista di un possibile esecutivo di unità nazionale. Ma prevale il pessimismo. E nella notte ad Atene scoppia un ordigno. Europa col fiato sospeso: Borse giù

La Grecia è all’ultima spiaggia. Nella giornata di lunedì 14 maggio riprenderanno i colloqui tra i leader dei principali partiti politici per cercare di sbloccare lo stallo negoziale in vista della formazione di un nuovo governo. Un obiettivo che sembrava raggiunto nella giornata di domenica, poi saltato in seguito al rifiuto del leader di Syriza, contrario a continuare a partecipare ai negoziati spiegando di non volere "entrare a far parte o sostenere" un governo deciso ad imporre l'austerity in cambio degli aiuti  internazionali.
Una situazione che, aggiunta alla pesante sconfitta registrata da Angela Merkel alle amministrative tedesche, fa subito sentire i suoi effetti sui mercati. Tutte le Borse europee hanno aperto lunedì con il segno negativo.

Il pessimismo del leader di Sinistra Democratica
- E in queste ore è il pessimismo a farla da padrone. “Un governo di unità nazionale in Grecia non sarà possibile”, ha ribadito lunedì mattina alla tv Antenna, Fotis Kouvelis, leader del partito Sinistra Democratica, la cui posizione è giudicata cruciale per permettere al Paese di evitare nuove elezioni. "Nessun governo di unità potrà emergere", ha dichiarato Kouvelis, sottolineando il rifiuto del partito della sinistra radicale anti-austerità Syriza di unirsi alla coalizione.
Il panorama politico greco si è fatto molto incerto negli ultimi sette giorni dopo che le elezioni del 6 maggio hanno diviso il Parlamento tra favorevoli e contrari al piano di salvataggio da 130 miliardi di euro di Ue e Fmi.
Il presidente della Repubblica Karolos Papoulias dovrà indire nuove elezioni se non riuscirà a persuadere i partiti a trovare un accordo. 

Atene, ordigno esplode nella notte
- La tensione si fa sentire anche tra i cittadini. Nella notte tra domenica e lunedì 14 maggio un ordigno di fabbricazione  artigianale è esploso a Maroussi, quartiere nella  parte nord di Atene davanti ad un ufficio delle imposte. L'esplosione  ha causato danni ma nessun ferito. L'attacco non è stato ancora rivendicato.

L’economista Sargent: “L’uscita della Grecia dall’Euro è un rischio”
- "Non è necessaria una unione  fiscale per avere l'unione monetaria, basta la volontà di rispettare  la disciplina". E' l'opinione dell'economista Thomas Sargent, fresco di premio Nobel, rispetto alla crisi che sta attraversando l'Europa in un'intervista a La Stampa. Quanto però a un possibile default della Grecia, Sargent non se la sente di esprimere una posizione netta. "Su questo punto - afferma- non esiste un'ipotesi migliore o peggiore senza ambiguità. Lasciare  l'Euro e consentire all'inflazione di esplodere in Grecia sarebbe una  buona via d'uscita per alcuni nel paese ellenico e in Europa, e uno  sviluppo disastroso per altri. Questo è il motivo per cui c'è molta contesa sul piano politico".

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