Germania, crolla la Merkel: sconfitta storica della Cdu

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Pesante ko per la Cancelliera alla vigilia dell’incontro con il presidente francese Hollande. Le amministrative nel Nord Reno Westfalia, il land tedesco più popoloso, hanno segnato il trionfo dei socialdemocratici, che volano al 39%. Bene anche i Pirati

Ha ripetuto anche troppe volte, come se lo avesse imparato a memoria, che la sconfitta è sua, "personale". E "fa veramente male", ha pure aggiunto Norbert Roettgen, candidato della Cdu visibilmente rintronato dalla batosta presa in Nord Reno Westfalia. Nessun proclama può evitare però ad Angela Merkel di leggere a chiare lettere , nel crollo di dimensioni storiche del suo partito un segnale pesante e pericoloso per il governo tedesco e per la sua linea europea sul rigore dei conti.

Ritenute "piccole elezioni federali", le amministrative nel Land più popoloso della Germania (da oltre 13 milioni di elettori) hanno segnato il trionfo dei socialdemocratici guidati da Hannelore Kraft, ministro presidente uscente, quasi al 39%, secondo le proiezioni, (nel 2010 erano al 34,5%). E la sconfitta peggiore mai registrata dalla Cdu, sotto il 26,3%, dal dopoguerra nella regione industriale della Ruhr tedesca (nel 2010 34,6%). Ora tutti aspettano pesanti ripercussioni nel partito di Frau Merkel e forse anche nel suo governo.
E non sfugge che la settimane che si aprirà il 14 maggio sarà ancor più difficile: martedì 15 il presidente francese Francois Hollande, a pochissime ore dal suo insediamento all'Eliseo, volerà a Berlino per incontrare la cancelliera e dire la sua sugli strumenti anticrisi imposti all'Europa: sul fiscal compact e sulla crescita impugnata dal leader socialista. E la sua voce potrà essere ancor più forte: perché le urne di Duesseldorf si mettono in fila ai segnali che arrivano dal resto dell'Europa. Dappertutto (anche in Grecia, dove dopo le elezioni non c'è ancora un nuovo governo) si è affermata la linea antirigorista, che chiede fiato alle finanze statali, per non finire nella spirale recessiva sotto il diktat berlinese del risparmio. Peraltro mai rivisitato davvero negli ultimi giorni.

Anche nel Nord Reno Westfalia le elezioni si leggono chiaramente in questa direzione. Il governo di minoranza rosso-verde è caduto infatti, il 14 marzo scorso, proprio sul nuovo indebitamento previsto dal bilancio. Ora Hannelore Kraft, 50 anni, viene confermata alla guida del Land dopo una campagna elettorale che prevede un approccio graduale al taglio dei debiti. E con l'Spd si riaffermano anche i Verdi, dati all'11,5% (12,1% nel 2010). La maggioranza rosso-verde regge dunque da sola. Le elezioni segnano però anche la riscossa dei Liberali, premiando il giovane Christian Lindner, 33 anni, che ha quadruplicato i consensi, portando all'FDP l'8,4% dei voti (6,7% nel 2010), laddove i sondaggi di partenza davano il partito al 2. E a rischio è a questo punto la leadership del partito del vicecancelliere Philipp Roesler, che ha tenuto un discorso di ringraziamento subito dopo il vincitore, fra pochissimi applausi, e in visibile imbarazzo.

Non fa quasi più notizia poi l'ennesima affermazione dei Pirati, dati al 7,7% (1,6% nel 2010), che entrano a questo punto nel quarto Palamento regionale: dopo Berlino, Saarland, e Schleswig Holstein. Il loro leader, Joachim Paul ha detto in campagna elettorale di voler imparare, più che governare. Esce invece anche da questo Parlamento regionale la sinistra della Linke, con il 2,6% (5,6% nel 2010).

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