Siria, decine di morti in attentati a Damasco

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Le esplosioni vicino a una caserma delle forze di sicurezza. Tra le vittime ci sarebbero anche i bambini di una scuola. La tv di Stato parla di attacchi terroristici, ma i gruppi dissidenti accusano il regime. Kofi Annan (Onu): “Atti odiosi”

Decine di persone sono morte e altre rimaste ferite in seguito alle esplosioni provocate da tre autobombe in un quartiere meridionale di Damasco, capitale della Siria. Immagini della tv di Stato mostrano decine di veicoli bruciati, resti dei corpi dilaniati e un grosso cratere sulla strada.

I residenti di Damasco hanno riferito che le esplosioni sono avvenute intorno alle 8 ora locale (le 7 ora italiana) in un quartiere che ospita un complesso dei servizi segreti coinvolti nella repressione attuata dal presidente Bashar al Assad durante in 14 mesi di proteste pro-democrazia. Secondo la televisione siriana, che parla di attacchi terroristici, tra le vittime ci sarebbero anche moltissimi studenti che si recavano verso le scuole del quartiere. Sempre secondo la tv si Stato, il bilancio del duplice attentato sarebbe di almeno 40 morti e 170 feriti.
"Le esplosioni hanno fatto crollare la grande caserma della sicurezza e anche i palazzi vicini" racconta a SkyTG24 l'inviata del Corriere della Sera Viviana Mazza.



I dissidenti puntano invece il dito contro il regime di Assad. "Ci sono loro dietro questi attentati a Damasco" ha dichiarato Haytham al-Maleh, attivista politico e leader del Fronte d'Azione nazionale siriano, un  gruppo di opposizione al presidente siriano Bashar al-Assad, citato  dall'emittente 'al-Arabiya'.
L'inviato Onu e Lega araba per la Siria, Kofi Annan, ha condannato i sanguinosi attentati a Damasco definendoli "inaccettabili". "Questi atti odiosi sono inaccettabili e la violenza in Siria deve finire. Ogni azione che aumenta il livello di violenza è controproducente per gli interresi delle parti in causa", ha detto Annan.

Le esplosioni odierne seguono quella del 9 maggio a Deraa, vicino ad un convoglio di osservatori dell'Onu, arrivati in Siria per vigilare sull'applicazione del piano delle Nazioni unite per il cessate il fuoco. Secondo l'emiitente al-Arabiya , il capo della missione, il generale norvegese Robert Mood, ha visitato oggi a Damasco il luogo degli attacchi.
"Noi, la comunità internazionale, siamo con il popolo siriano e chiediamo a tutti,  dentro e fuori la Siria, di aiutarci a fermare la violenza - ha detto Mood - 1uesto è un altro esempio delle sofferenze patite dal popolo  siriano a causa degli atti di violenza. Le abbiamo viste qui a Damasco e in altre città e villaggi di tutta la Siria".

Intanto, secondo la stampa siriana vicina al regime, il partito Baath, al potere da mezzo secolo, avrebbe vinto le elezioni legislative svoltesi lunedì 7 maggio. I partiti di "opposizione", raggruppati nel Fronte del cambiamento e della liberazione, avrebbero ottenuto l'elezione nel distretto di Damasco solo del loro leader, "l'oppositore" Qadri Jamil, segretario generale del neonato partito della Volontà nazionale. I dati ufficiale e quelli sull'affluenza non sono stati ancora ufficializzati dal ministero dell'Interno di Damasco.

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