India, la Enrica Lexie può partire. I marò ancora in carcere

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La Corte di New Dehli: la nave sequestrata dopo il fermo dei due militari accusati di aver ucciso i pescatori può lasciare il porto di Kochi, ma a quattro condizioni, tra cui la disponibilità dell'equipaggio a collaborare

La Corte suprema di New Delhi ha autorizzato la partenza della petroliera italiana Enrica Lexie, bloccata da febbraio nel porto di Kochi, ponendo alcune condizioni all'armatore e allo Stato italiano. Lo hanno riferito fonti vicine alla vicenda giudiziaria.

I due marò restano in carcere - La decisione conferma la sentenza di primo grado del tribunale di Kochi, che era stata successivamente annullata dall'Alta corte del Kerala.
La petroliera potrà quindi levare l'ancora con l'equipaggio di 24 persone e con a bordo quattro fucilieri del battaglione San Marco in funzione antipirateria, che conserveranno il loro armamento.
In carcere rimarranno invece Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò arrestati lo scorso febbraio con l'accusa di avere ucciso due pescatori scambiati per pirati, mentre erano a bordo della petroliera Enrica Lexie in navigazione nell'Oceano Indiano.

Le condizioni indiane - L'Alta corte indiana ha fissato comunque delle condizioni al rilascio della nave. Innanzitutto il capitano e l'armatore dovranno assicurare, con l'appoggio di una garanzia bancaria, "la disponibilità della nave e dell'equipaggio", se richiesta nelle indagini a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, come hanno detto le fonti. Inoltre la Corte ha chiesto una simile assicurazione al governo italiano per i quattro marò rimasti a bordo della petroliera.

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