Monti: "Italia in Afghanistan anche dopo il 2014"

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Il premier incontra il segretario generale della Nato, che a SkyTG24 aveva auspicato che la presenza del nostro Paese continuasse. E sulla data di un eventuale ritiro dice: "Ne parleremo con gli alleati"

"L'Italia intende proseguire la propria azione a sostegno della stabilità e della sicurezza" dell'Afghanistan "anche dopo il ritiro delle truppe nel 2014".
A dirlo,  il presidente del Consiglio Mario Monti al termine dell'incontro con il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che a SkyTG24 aveva auspicato che il nostro Paese restasse con compiti di addestramento.
"Del resto - ha ricordato il premier - l'avevo già anticipato al presidente Karzai in visita qui qualche settimana fa".
In particolare, il nostro Paese assicurerà "un impegno finanziario e di uomini per l'addestramento delle Forze nazionali di sicurezza afghane. Si tratta di uno sforzo coerente con il ruolo che noi crediamo decisivo, di primo piano, finora mantenuto dall'Italia nell'assistenza alla sicurezza di quel Paese, confermato anche dall'accordo di partenariato strategico da me firmato con il presidente Karzai lo scorso 26 gennaio".

"Sono certamente preoccupato - ha poi risposto ad una domanda sui rischi di un'offensiva talebana a primavera - lo siamo strutturalmente, di ciò che in particolari momenti dell'anno tende ad accadere in Afghanistan e il grande impegno dell'Italia nel corso di questi anni in Afghanistan è espressione di quella preoccupazione, così come l'impegno da parte italiana, in termini che saranno quantificati a tempo opportuno, di sostenere anche dopo il 2014 l'importante azione delle Forze di sicurezza nazionali in Afghanistan".
"Per quanto riguarda la data del ritiro, sono evidentemente questioni importanti - ha concluso il premier - che devono essere esaminate e trattate congiuntamente dagli Stati interessati nell'ambito del quadro complessivo del loro impegno".

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