Terzi incontra Aung San Suu Kyi: “Insieme per la democrazia”

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Il ministro degli Esteri è stato accolto nella leggendaria casa sul lago di Rangoon, per anni prigione della leader dell’opposizione birmana e premio Nobel per la pace, che ora assicura: “Servirò il mio Paese da dentro il Parlamento”

“Lavoreremo insieme ad Aung San Suu Kyi e a tutte le istituzioni sinceramente impegnate nel processo di reale transizione democratica”. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Giulio Terzi nella conferenza stampa con la leader del'opposizione birmana a Rangoon. "L'Italia ha accolto con favore le elezioni del primo aprile (in cui la premio Nobel per la pace è stata eletta per la prima volta alla Camera bassa, ndr). Il popolo birmano può contare sul pieno sostegno dell'Italia nell’assicurare che la transizione democratica non torni indietro", ha aggiunto Terzi auspicando "l'incondizionato rilascio di tutti i rimanenti prigionieri politici e la fine delle violenze sulle minoranze etniche".

Il capo della Farnesina, il primo ministro italiano in Birmania da 20 anni e il primo ad incontrare il premio Nobel per la pace dopo la sua liberazione nel 2010, è stato accolto nella leggendaria casa sul lago a Rangoon, che per anni è stata la prigione di Aung San Suu Kyi. Nell’incontro, la leader dell’opposizione democratica birmana, che è stata appena eletta in Parlamento ma non si è ancora insediata per divergenze sul giuramento sulla costituzione voluta dall'ex giunta militare nel 2008, ha chiesto all’Italia sostegno per il futuro. "L'Italia, membro dell'Ue, ha sostenuto il movimento democratico per decenni e ci aspettiamo lo stesso sostegno in futuro". E ha assicurato: “Sarò in grado di servire il mio Paese da dentro il parlamento, e non solo da fuori come ho fatto finora". Poi, dicendosi "cautamente ottimista" che si arriverà una soluzione sul suo insediamento, ha aggiunto: "Gli ostacoli al mio insediamento in parlamento sono puramente tecnici. Non vogliamo farla diventare una questione politica". Nella conferenza stampa congiunta Aung San Suu Kyi, che negli anni della dittatura militare aveva chiesto ai turisti di non visitare la Birmania per non alimentare l’economia del regime, ha affermato che “sin dal mio rilascio due anni fa ho incoraggiato il turismo in Birmania, ma che sia responsabile e che tenga conto dell'ambiente sociale ed economico del Paese".

Dal canto suo, il ministro degli Esteri Giulio Terzi, accompagnato dall'inviato speciale dell'Ue per la Birmania Piero Fassino attuale sindaco di Torino, ha invitato il premio Nobel a "recarsi presto in Italia per visitare Torino e tutte le altre città che in questi anni le hanno dato la cittadinanza onoraria". Con 'the Lady' si è ormai "un canale di interazione, anche personale", ha aggiunto Terzi in vista dei contatti futuri con la leader dell'opposizione birmana, dicendosi "colpito dalla sua forte personalità' e dalla tranquilla serenità con cui guarda agli obiettivi che ha davanti". Il ministro ha quindi ribadito nella conferenza stampa quanto detto il 25 aprile nell'incontro con il presidente Thein Sein a Naypyidaw: l'apertura della comunità internazionale e la sospensione delle sanzioni europee "saranno irreversibili, se anche il processo democratico sarà irreversibile". Un cammino su cui Terzi si è detto "cauto ma ottimista".

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