Sequestro Bosusco, prosciolta la moglie del leader maoista

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Subhashree Panda, nota come Mili, era nella lista dei 7 prigionieri di cui è stato chiesto il rilascio in cambio della liberazione della guida italiana. La decisione del tribunale dell’Orissa arriva nel giorno in cui scade l’ultimatum dei guerriglieri

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(in fondo all'articolo tutti i video sul rapimento di Paolo Bosusco)

Un tribunale dell'Orissa ha prosciolto Subhashree Panda, moglie di Sabyasachi Panda, il capo dei maoisti che hanno sequestrato il tour operator italiano Paolo Bosusco. Un giudice del tribunale di Raigada ha disposto il rilascio della donna, conosciuta come 'Mili', una decisione a cui il pubblico ministero non si è opposto. La moglie di Panda era nella lista dei 7 prigionieri di cui era stato chiesto il rilascio per la liberazione dell’ostaggio italiano. L'assoluzione di Subhashree Das alimenta dunque le speranze di rilascio per il tour operator italiano, che è stato preso in ostaggio nello stato dell'Orissa lo scorso 14 marzo insieme a Claudio Colangelo, liberato poi nove giorni dopo. Proprio oggi, martedì 10 aprile, scade l'ultimatum di 96 ore dato venerdì 6 aprile dai guerriglieri, che hanno minacciato un gesto estremo a meno che il governo dell'Orissa non accetti le loro condizioni.

La moglie del leader maoista rientrava nella lista di sette persone delle quali i guerriglieri avevano chiesto la liberazione in cambio del rilascio della guida turistica italiana. Le autorità dello stato dell'Orissa avevano detto di aver acconsentito a facilitare il rilascio di cinque persone compresa la donna, in una lista di sei nomi suggeriti dai mediatori maoisti. Le autorità avevano poi detto di aver raggiunto un qualche genere di accordo con i mediatori su ogni questione in ballo. Domenica 8 aprile il segretario per gli Interni Un Behera si era detto convinto che il comunicato congiunto dei due mediatori non fosse arrivato ai maoisti e aveva chiesto, dopo aver invocato nuovamente la liberazione dell'ostaggio italiano, ai mediatori dei guerriglieri di mandare una copia del comunicato al leader ribelle così che Bosusco possa finalmente tornare libero. I maoisti, al momento, non hanno ancora risposto all'appello del governo.

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