India, nuovo stallo nella trattativa per liberare Bosusco

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Il capo del commando dei maoisti che ha rapito l'italiano lo scorso 14 marzo si lamenta della scarsa chiarezza sul negoziato. E torna a minacciare: "Se le nostre richieste non verranno accettate entro il 10 aprile, potremmo compiere un gesto estremo"

(in fondo all'articolo tutti i video sul caso)

La liberazione di Paolo Bosusco, in mano ai maoisti dal 14 marzo in una foresta dello Stato indiano di Orissa, è tornata in forse dopo che il capo del commando che lo ha rapito, Sabyasachi Panda, si è lamentato per "la scarsa chiarezza" sugli impegni che realmente il governo del 'chief minister' Naveen Patnaik intende adottare.
In un nuovo messaggio telefonico, all'indomani della firma da parte di tutti i mediatori di un comunicato congiunto con gli impegni assunti che forse lui non ha potuto ancora leggere, Panda ha sostenuto che c'è "confusione" ed ha chiesto al governo che dica "chiaramente quanti prigionieri della lista da lui fornita intende rilasciare, precisandone nomi e cognomi".
Inoltre le autorità debbono anche indicare, ha aggiunto, in modo preciso quali richieste, delle 13 da lui presentate, sono alla fine state accettate.

"Il governo - ha detto in un passaggio del messaggio - non ha dato alcuna risposta a temi come educazione e ospedali, e su altri punti chiave". "E' forse irragionevole - ha sottolineato - chiedere per le popolazioni tribali l'accesso ad acqua potabile, a strutture per la salute, e progetti di irrigazione delle terre in ogni villaggio?".
Panda ha quindi chiesto di sapere perché la sua richiesta di revocare il divieto imposto alle 'organizzazioni di massa' (filo-maoiste) non è accettabile per il governo. A questa serie di interrogativi ha risposto Patnaik che oggi, al termine di una riunione dell'unità di crisi che segue il sequestro di Bosusco e quello del deputato tribale Jhina Hikaka, ha sostenuto che "sembra che ci sia qualche confusione: i negoziatori del governo e i mediatori indicati dai maoisti sono giunti ieri ad una chiara conclusione. Spero davvero che tutto questo sara' chiarito quanto prima".
L'ultimatum posto dal leader maoista per l'accettazione delle sue richieste scade martedì 10 aprile, oltre il quale, ha minacciato, sarebbe spinto a compiere "un gesto estremo".

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