India, appello dei negoziatori ai maoisti: liberate Bosusco

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Dopo una giornata di polemiche, i mediatori del governo dell'Orissa e degli insorti hanno messo a punto un documento con i punti di consenso raggiunti: si chiede il rilascio dell'italiano rapito il 14 marzo scorso

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La palla è ora in mano ai maoisti, e c'è cauto ottimismo tra i negoziatori che per settimane hanno discusso sulla sorte dell'operatore turistico italiano Paolo Bosusco sequestrato il 14 marzo insieme a Claudio Colangelo (liberato lo scorso 25 marzo) nello Stato indiano di Orissa. Sabato 7 hanno messo il punto finale alla loro attività, raccogliendo in un documento il risultato del lavoro e rinviando appunto la palla al leader maoista Sabyasachi Panda, a cui hanno chiesto di "rilasciare immediatamente" l'ostaggio.

"Abbiamo firmato un accordo e concluso la trattativa di più di 15 giorni con i mediatori nominati dai maoisti per il rilascio di Bosusco - ha detto il capo della delegazione governativa e 'numero due' del Dipartimento dell'Interno, UN Behera - e il testo è stato firmato da tutti i negoziatori come richiesto da Panda". Il comunicato ribadisce la già nota disponibilità a "facilitare" l'uscita dal carcere di cinque dei sei prigionieri indicati dai maoisti, sottolinea l'impegno a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni tribali, promette un esame delle denunce di violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia e assicura che saranno prese iniziative concrete per le 13 richieste formulate all'inizio del sequestro.

L'accelerazione giunge a 24 ore da un aspro audiomessaggio di Panda che aveva definito il negoziato in corso "una farsa" ed aveva annunciato la concessione di altre 92 ore, fino a martedì 10, per ottenere soddisfazione per le sue richieste e per non essere spinto a compiere "un gesto estremo". In mattinata il 'chief minister' Naveen Patnaik si è presentato nell'Assemblea statale, giunta all'ultimo giorno di lavori della sessione dedicata al bilancio, per confutare il ragionamento di Panda, definito "incorretto", e per sostenere che "il governo intende rispettare nello spirito e nella lettera gli impegni presi il 4 aprile", riguardanti l'esame delle richieste dei maoisti.

La mossa serale dei negoziatori è stata giudicata un gesto significativo dagli osservatori perché il comunicato presentato ai giornalisti, pur non contenendo grandi elementi di novità rispetto a quanto si sapeva, è stato appunto firmato da tutti e cinque i negoziatori, e rappresenta una sorta di intesa formale che va nel senso di quanto Panda aveva sollecitato. La mancanza infatti di tale testo scritto con impegni ufficiali firmati dai responsabili del governo lo aveva indotto a dichiarare di non "sentirsi preso sul serio" dal 'chief minister', Naveen Patnaik, nonostante il gesto di buona volontà da lui fatto con il rilascio unilaterale di Claudio Colangelo. Il console generale italiano Joel Melchiori ha accolto positivamente l'annuncio, sottolineando che si tratta di "un documento e di un impegno formale" e che ora "bisognerà aspettare la reazione di Panda".

Accanto al 'caso Bosusco', il governo dell'Orissa è impegnato anche in una ancor più difficile trattativa per la liberazione di un giovane deputato tribale, Jhina Hikaka. Il sequestro è stato compiuto il 25 marzo da un altro, più duro, gruppo maoista dell'Andhra Pradesh che, dopo aver ottenuto la promessa di rilascio di 23 suoi militanti, oggi ha prolungato fino a martedì un ultimatum posto nei giorni scorsi chiedendo però la liberazione di altri cinque maoisti in carcere.

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