Copiò la tesi di dottorato, si dimette presidente ungherese

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La vicenda risale a 20 anni fa. Secondo il capo dello Stato uscente Pal Schmitt lo scandalo sarebbe stato creato ad arte dai suoi avversari. Un anno fa un episodio analogo aveva costretto un ministro tedesco a lasciare il proprio posto

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Il presidente ungherese, Pal Schmitt, coinvolto in una vicenda di plagio per aver copiato la sua tesi di dottorato vent'anni fa, si è dimesso. Lo ha annunciato lui stesso in un intervento in parlamento, dopo aver avuto un colloquio con il premier Viktor Orban.

In un intervento di dieci minuti davanti ai deputati, Schmitt ha sottolineato la sua innocenza, accusando al tempo stesso "avversari" non meglio precisati di aver voluto, con questo scandalo, screditare lui e l’Ungheria. Ma ha aggiunto al tempo stesso di rendersi conto che ormai lo scandalo divide il paese. "Poiché, secondo la Costituzione, la persona del presidente deve rappresentare l'unità della nazione ungherese, e poiché la mia persona è divenuta, purtroppo, sinonimo di divisione, sento che il mio dovere è quello di lasciare il mio incarico", ha detto Schmitt annunciando le dimissioni.

Il presidente ha al tempo stesso aggiunto di riservarsi il diritto di querelare l'Università, che ha deciso senza alcun diritto la revoca del suo titolo di dottorato. I deputati hanno accolto l'annuncio con un applauso. Il parlamento dovrà comunque formalizzare con un voto l'accoglimento delle dimissioni. Entro trenta giorni si dovrà procedere all'elezione di un nuovo presidente.

Non è la prima volta che un esponente politico è costretto a dimettersi per un episodio simile. Nel marzo del 2011 il ministro della Difesa tedesco Karl Theodor von und Guttenberg rassegnò le dimissioni proprio per la stessa accusa: aver copiato ampie parti della tesi di dottorato.
Anche in Gran Bretagna, in passato, alcune "leggerezze" sono costate il posto a esponenti del governo.

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