La Spagna si ferma contro la riforma del lavoro

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Mentre in Italia sul tema dei licenziamenti e dell'occupazione sale la tensione, nel paese iberico va in scena l''ottavo sciopero generale della sua storia democratica, contro le riforme di Rajoy. FOTO E VIDEO

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Mentre in Italia si discute aspramente di articolo 18 e dintorni, la Spagna si ferma oggi 29 marzo per l'ottavo sciopero generale della storia democratica del Paese, proprio per protestare contro la riforma del lavoro con la quale il governo spera di ridurre l'occupazione. E' il primo sciopero contro il governo di Mariano Rajoy, appena tre mesi dopo che il leader del Partito Popolare è entrato alla Moncloa promettendo di ridurre il 23% della disoccupazione del Paese, la più alta nell'Unione Europea. In base a un accordo tra governo e i due sindacati, sarà garantito un servizio minimo di almeno un terzo dei treni locali e degli autobus, il 10% dei voli nazionali, uno su 5 di quelli europei. Manifestazioni si svolgono in tutto il Paese.

Già nella notte si sono verificate le prime proteste e le tensioni tra i picchetti dei sindacati e gli operai che non aderiscono allo sciopero, ma secondo il ministero dell'Interno ci sono stati solo incidenti di minima entità. Secondo i sindacati, durante il turno di notte l'adesione è stata "massiccia" soprattutto nel settore metallurgico, della costruzione e della raccolta dei rifiuti. I due principali sindacati del Paese hanno chiesto ai lavoratori di scendere in piazza per dimostrare contra una riforma che, nelle intenzioni del governo, consentirà alle aziende di licenziare più facilmente e creerà un sistema più flessibile.

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