Si era dato fuoco per protesta, muore giovane tibetano

Jamphel Yeshi si è dato fuoco a New Delhi per protestare contro la visita del presidente cinese Hu Jintao (getty images)
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Jamphel Yeshi, 27 anni, si è tolto la vita per protestare conto la visita del presidente cinese Hu Jintao in India. Ricoverato in un ospedale di New Delhi ustioni su circa il 90% del corpo sì è spento dopo tre giorni

E’ morto il tibetano  che lunedì 26 marzo si era dato fuoco durante una protesta anti cinese a New Delhi. Lo riferisce l'agenzia Pti.
Il giovane di 27 anni, Jamphel Yeshi, era stato ricoverato in gravi condizioni per ustioni su circa il 90% del corpo  in un ospedale della capitale.  Il tibetano si era dato fuoco nel corso di un corteo contro il presidente cinese Hu Jintao che arriva oggi 28 marzo a New Delhi per il vertice dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

Yeshi era fuggito dal Tibet nel 2006, lasciando dietro la famiglia, e da allora ha lavorato come volontario in un centro per l'assistenza ai rifugiati tibetani a New Delhi. Secondo l'agenzia Pti, è il primo tibetano a morire in India in questa estrema forma di protesta che ha ucciso in Tibet almeno 30 monaci. Le drammatiche immagini del suo gesto avevano fatto il giro del mondo, suscitando un grande scalpore sui media.

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