Hitler testiomial di uno shampoo: proteste in Turchia

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Uno spot turco, poi ritirato, riproduce un video del Fuhrer per pubblicizzare uno shampoo "da veri uomini". E la comunità ebraica insorge: "Totalmente inaccettabile, un enorme insulto ai diritti umani". VIDEO

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“Un vero shampoo da uomo”. Non è poi così originale lo slogan scelto dai pubblicitari turchi per lo shampoo Biomen: “I veri uomini lo usano”. Il problema è che a prestare il volto ai “veri uomini” è Adolf Hitler. Sì, proprio lui, il dittatore tedesco, il padre delle stragi naziste. E la cosa di certo non è sfuggita alla comunità ebraica turca, che è insorta e ha definito lo spot un “enorme insulto ai diritti umani”, fino a chiedere e a ottenere il ritiro del filmato.

Il testimonial – Non è la prima volta che Hitler viene scelto come ‘testimonial’ in una pubblicità (nel 2010, per fare un esempio, l’immagine comparse sui manifesti di un negozio di moda di Palermo). Ma in Turchia la cosa sembra destare particolare allarme.
Lo spot (che, con sottotitoli in inglese, circola anche su Youtube) riproduce infatti lo spezzone di un discorso del Fuhrer, doppiato da un vocione turco, con in sottofondo una folla acclamante. “Se non indossate vestiti da donna, allora non dovreste usare neanche uno shampoo da donna! Eccolo, un vero shampoo da uomo”, dice perentorio Hitler. E poi, mentre compare l'immagine dello shampoo Biomen, aggiunge: “I veri uomini lo usano”.



Le proteste – Questa pubblicità “è un enorme insulto”, dichiara in una nota il Rabbinato capo di Turchia. E’ “totalmente inaccettabile”, denunciano gli esponenti della comunità ebraica, che “il più impressionante esempio di crudeltà e barbarie della storia”, venga usato per “attirare l’attenzione” su un prodotto.
Il rabbinato, riferisce l’agenzia Reuters, ha anche contattato la sede di Istanbul dei Biota Laboratories, che producono lo shampoo Biomen, per chiedere di ritirare la campagna pubblicitaria. La società ha dapprima rifiutato, affermando che il messaggio dello spot è nient'altro che ironico. Ma dopo che Silvyo Ovadya, capo della comunità ebraica, per nulla convinto dalla spiegazione, ha annunciato il ricorso alle vie legali, la società ha deciso di ritirare lo spot.

Rapporti tesi con Israele - Di certo, intanto, l’iniziativa pubblicitaria si inserisce in un contesto non facile. In Turchia, Paese la cui adesione all’Ue è all’esame del Parlamento europeo proprio questa settimana, vivono circa 20 mila ebrei: una esigua minoranza, rispetto alla popolazione prevalentemente islamica. Nel tempo la comunità ebraica ha subito attacchi violenti: le bombe di Al Qaeda a due sinagoghe nel 2003 hanno ucciso 27 persone. E i leader della comunità lanciano l’allarme di un antisemitismo crescente nel Paese, da quando nel 2010 le relazioni con Israele sono precipitate, con l’apertura di una lunga crisi diplomatica dopo l’attacco di un commando israeliano alla nave Mavi Marmara, che portava aiuti a Gaza, nel quale persero la vita nove attivisti turchi.
Insomma, quella che i produttori definiscono una ‘ironica’ trovata pubblicitaria, rischia di rivelarsi origine di nuove tensioni. E lancia il suo allarme dagli Stati Uniti anche l’Anti-Defamation League, che definisce lo spot “disgustoso e deplorevole” e chiede al governo turco di fare lo stesso.

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