India, liberato Colangelo: "Giorni spaventosi, ma sto bene"

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Il turista italiano, rapito insieme a Paolo Bosusco nello stato di Orissa, è stato rilasciato dai maoisti. "Stavamo facendo il bagno nel fiume e ci hanno portato via", ha detto a SkyTG24. La Farnesina: impegno per riportare a casa l'altro ostaggio. VIDEO

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Claudio Colangelo, il turista italiano rapito insieme a Paolo Bosusco il 14 marzo nello stato indiano di Orissa, è stato liberato ( FOTO ). E' stato consegnato nella giungla a un gruppo di giornalisti della Ndtv, la prima tv locale che ha dato la notizia del rilascio. "E’ stata un’esperienza spaventosa" ha detto. Poi, contattato da SkyTG24 ha detto: "Le mie condizioni sono perfette. Ho perso qualche chilo e sofferto tanto il caldo ma sto bene". Quel giorno "stavamo facendo il bagno nel fiume e sono arrivati uomini armati che ci hanno portato via" ha spiegato il 61enne originario di Rocca di Papa, paese alle porte di Roma. "Nei giorni del rapimento ci siamo mossi nella giungla, ma i maoisti ci hanno trattato bene. Hanno cercato di fare di tutto per venirci incontro".
Il rilascio di Colangelo, ha voluto sottolineare il comandante dei maoisti della zona, Sabyasachi Panda, "è frutto di un nostro gesto di buona volontà". Ma per la liberazione di Bosusco, ha aggiunto, "sarà necessario che il governo accolga le nostre richieste".

Le parole di Claudio Colangelo alla tv indiana



La conferma - La notizia del rilascio è stata confermata dalla Farnesina che ha rinnovato l'impegno per riportare a casa l'altro ostaggio, Paolo Bosusco. "Claudio Colangelo è libero: il nostro connazionale - si legge in una nota della Farnesina - ha parlato al telefono con il console generale Joel Melchiori a Bhubanesvar e gli ha riferito di trovarsi in buone condizioni e di essere in viaggio con alcuni giornalisti indiani che erano riusciti a raggiungere la località dove erano trattenuti i nostri connazionali". Terzi rende noto che la notizia della liberazione è stata subito comunicata ai familiari di Colangelo, "condividendo con loro la grande soddisfazione della Farnesina e mia personale e sto cercando di mettermi direttamente in contatto con il nostro connazionale".

Il tweet del ministro degli Esteri

Terzi: "Riportare a casa anche Bosusco" - "Dobbiamo ora riportare a casa anche Paolo Bosusco", promette il ministro. "Il risultato di oggi rappresenta per tutti coloro che in questi giorni sono stati impegnati senza sosta sulla vicenda una motivazione ancora più forte per proseguire il lavoro verso una soluzione positiva anche per questo caso. In tal senso - conclude il capo della diplomazia italiana- continuiamo a contare sulla collaborazione e disponibilità da parte dalle autorità indiane, sia centrali che nello Stato dell'Orissa".
Nelle ultime ore i media indiani avevano diffuso la notizia del rilascio di entrambi gli ostaggi italiani . Una notizia che non era stata confermata dalla Farnesina. "Il sequestro è avvenuto in una zona difficile, c'erano problemi di comunicazione", ha spiegato a SkyTG24 il ministro degli Esteri.

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"I maoisti hanno curato la malaria di Paolo" - Appena giunto in un hotel di Bhubaneswar ha detto ai giornalisti: "Sarò forse un incosciente, ma non ho mai avuto paura. I maoisti non sono mai stati violenti, anche se all'inizio hanno avuto un tono intimidatorio". Poi ha parlato di Paolo Bosusco: "E' un ragazzo splendido, quello che io chiamo un 'free bird', un uomo libero, che non ama vincoli. Non merita assolutamente quello che sta passando. Sta bene, anche se lui soffre, mi raccontava che tende a dimagrire nella foresta". Lui "ha cercato continuamente di spiegare ai nostri rapitori - che eravamo le persone sbagliate" e "a tratti discuteva con loro anche di politica in orya, la lingua del posto". Quando ci siamo lasciati gli ho detto: "Ci vediamo a Roma!". Colangelo ha raccontato che i maoisti hanno curato la malaria di Bosusco. "Paolo ha avuto un attacco di malaria e subito i sequestratori gli hanno fatto un test e gli hanno dato i farmaci necessari per curarsi. A questi signori non posso rimproverare nulla, a parte il fatto che si sono presi 10 giorni della mia vita, che valgono come 10 anni".

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