Barack Obama: "Se avessi un figlio sarebbe come Trayvon"

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Il presidente americano interviene per la prima volta sul caso del 17enne ucciso da una ronda di volontari in Florida. Chi ha sparato non è ancora stato incriminato. Il caso, su cui grava il sospetto del razzismo, sta spaccando il paese

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Con cautela, scendendo sul piano dei sentimenti personali, Barack Obama è intervenuto per la prima volta su una controversa vicenda che da giorni sta mobilitando l'opinione pubblica americana: la morte di Trayvon Martin, un adolescente nero ucciso in Florida dal capo di una ronda di quartiere, su cui pesa un forte sospetto di razzismo. "Se avessi un figlio - ha detto il primo presidente nero degli Stati Uniti - sarebbe come Trayvon". E ancora: "Quando penso a Martin, penso alle mie figlie", ha detto Obama ai giornalisti alla Casa Bianca, ma facendo bene attenzione a non ampliare, almeno in maniera esplicita, il raggio dei suoi commenti al campo delle indagini o a quello ancora più insidioso dell'odio razziale.

Nessuna incriminazione per chi ha sparato
- Aspetti che tuttavia sembrano sovrapposti, poiché della vicenda, oltre alle autorità della Florida, si stanno occupando direttamente l'Fbi e il ministro della giustizia Eric Holder, proprio per verificare se sia effettivamente trattato di un crimine d'odio come in un gran numero di manifestazioni in tutto il Paese in molti hanno sostenuto. Trayvon Martin, di 17 anni, è stato ucciso il 16 febbraio, mentre stava tornando a casa dopo essersi fermato in un negozio per comprare te freddo e caramelle. A sparare è stato George Zimmerman, un ispanico di 28 anni, a capo di una ronda volontaria, che ha detto di aver agito per legittima difesa, anche se Trayvon era disarmato. Contro di lui non è stato finora formulato alcun capo d'accusa, grazie a una legge chiamata 'Stay your ground', che consente ai cittadini della Florida di usare le armi in caso di pericolo o legittima difesa.

I genitori: "Vogliamo giustizia" - Da allora, centinaia di migliaia commenti sono stati diffusi sulla vicenda via Facebook e Twitter, mentre la famiglia del ragazzo ha diffuso online una petizione per chiedere l'arresto di Zimmerman, raccogliendo oltre un milione e 200 mila firme. I genitori di Trayvon "hanno il diritto di aspettarsi che tutti noi, come americani, consideriamo (la sua morte) con tutta la serietà che merita" ha detto rispondendo ad una domanda diretta Obama; il cui prolungato silenzio sulla vicenda stava diventando sempre più oggetto di critiche. "Non ci fermeremo finché‚ non avremo giustizia perché‚ il nostro ragazzo non ha commesso alcun crimine. Non è questione di bianco o nero, ma di giusto o sbagliato", hanno gridato il padre e la madre di Trayvon tre giorni fa alla folla riunita nella Union Square di New York per una manifestazione.

Obama: "Dobbiamo fare un esame di coscienza" - A loro, Obama si è rivolto direttamente affermando di poter "solo immaginare" cosa stiano passando. E poi ha fatto un riferimento all'aspetto più spinoso della vicenda: "Credo che tutti noi - ha detto facendo una lunga pausa - dobbiamo fare una sorta di analisi di coscienza per investigare come una cosa del genere sia potuta accadere. E questo vuol dire che dovremo esaminare le leggi, il contesto di quanto accaduto così come tutti i dettagli dell'incidente". Non è arrivato ad affermare se Zimmerman debba essere arrestato o meno, ma ha sottolineato che "è imperativo" che "ogni aspetto" della vicenda venga investigato.

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