Siria, esplodono due autobomba a Damasco: almeno 27 morti

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Colpiti due edifici governativi a pochi minuti di distanza. La tv di Stato: "Attentati terroristici". Continua intanto la repressione del regime di Bashar Al Assad contro i ribelli che ormai protestano da più di un anno

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Continua la violenza in Siria. Due autobomba sono esplose nella mattina di sabato 17 marzo a Damasco.
A diffondere la notizia, sono stati sia i media locali sia la televisione di Stato siriana.
Le esplosioni, attribuite ad attentati "terroristici" dalla tv statale, sono avvenute nelle primissime ore della mattinata e avrebbero provocato almeno 27 vittime sia tra la popolazione civile che tra le forze dell'ordine, almeno da quanto riferiscono fonti governative.
Le due esplosioni hanno colpito altrettanti edifici dei servizi segreti della capitale siriana.

Un anno fa l'inizio delle rivolte - La rivolta contro il regime di Assad è iniziata ormai un anno fa, il 15 marzo 2011. Secondo alcuni dati forniti di recente dall'Onu, il bilancio della ribellione (e della repressione del regime siriano) è costata la vita ad almeno 8.000 persone. Diverse altre migliaia i feriti e gli arrestati, mentre sono circa 30.000 i profughi nei Paesi vicini.

Negli ultimi mesi diversi attentati - Negli ultimi mesi un'ondata di attentati ha colpito le grandi città siriane. Per diversi analisti, il timore è che al-Qaeda abbia approfittato di un anno di rivolte contro il regime di Bashar al-Assad per spostare il 'focus' delle sue operazioni, dal vicino Iraq alla Siria,. Il 3 marzo un kamikaze si è fatto esplodere in un veicolo nella città che è stata la culla del movimento di proteste, Daraa, a sud di Damasco, uccidendo 2 persone e ferendone una ventina.
Il 6 gennaio, un'autobomba è esplosa proprio nella capitale, uccidendo 26 persone e causando il ferimento di decine di altre, la gran parte civili; e anche in quel caso, la tv di stato ha parlato di kamikaze e di attentati "terroristici".

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