India, i marò dal carcere: "Dolore per i pescatori morti"

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I due militari spiegano: "In nave non giravamo armati. Le armi sono custodite a bordo. Siamo scesi perché ci è stato detto di farlo". Urne aperte nel Kerala, per un'elezione ritenuta cruciale anche per la sorte dei due nostri connazionali

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"Ci dispiace per i pescatori indiani ma questa è la nostra verità. Ai nostri figli abbiamo spiegato tutto. In nave non giravamo armati. Le armi sono custodite a bordo. Siamo scesi perché ci è stato detto di farlo".
Così i due marò Massimilano Latorre e Salvatore Girone replicano alle accuse indiane in una intervista a Repubblica dal carcere nel quale sono rinchiusi in India (guarda la rassegna stampa).
"Ci dispiace della loro morte - dicono - a prescindere da come sia successo. Siamo partiti dall'Italia il 22 gennaio. Una missione di tre o quattro mesi, pensavamo, con rientro intorno a fine aprile: più breve di quelle a cui siamo abituati in altri scenari".

"Crediamo fermamente nelle missioni" - Ripetere una missione anti pirateria? "Sì - dicono - Ci crediamo ciecamente. Io - dice Latorre - ho 27 anni di servizio, il maresciallo Girone 16. Abbiamo fatto tante, molte operazioni a bordo e a terra e abbiamo ottenuto, grazie a Dio, un ottimo riscontro da parte di tutti, a livello nazionale e internazionale, come uomini e come reparto".
E ancora, riferendosi ai due pescatori, i due militari italiani affermano senza esitazione: "Siamo cattolici e ci dispiace della loro morte indipendentemente da quello che è successo e a prescindere che si tratti di indiani o italiani o giamaicani. Ci dispiace che abbiano perso la vita due persone allo stesso modo come ci dispiace della morte di altri cinque pescatori indiani in un incidente con una nave pochi giorni dopo. Siamo uomini di mare, le vite perse in mare ci dispiacciono sempre".

Elezioni in Kerala -Intanto nella mattina di sabato 17 marzo si sono aperte le urne nel collegio elettorale di Piravom, nei pressi di Kochi, per un'elezione suppletiva ritenuta cruciale per la tenuta del governo del Kerala e anche per la sorte dei due marò italiani. Per garantire la massima sicurezza e trasparenza, le operazioni in 14 seggi elettorali sono riprese da telecamere a circuito chiuso.
Oltre 183 mila elettori sono chiamati a scegliere tra il partito di maggioranza del Congresso e l'opposizione dei comunisti indiani. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Pti, nella prima ora l'affluenza ha registrato il 9,4%. Nonostante l'infuocata campagna elettorale, centrata anche sulla vicenda della Enrica Lexie, la vigilia del voto è passata senza incidenti di rilievo.

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