Afghanistan, Karzai: "Forze Isaf via dal 2013"

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Dopo la strage di civili compiuta da almeno un militare americano, il presidente afghano chiede che le truppe Nato lascino il Paese già l'anno prossimo e non nel 2014. La Casa Bianca respinge la richiesta

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Via tutte le truppe Isaf dall'Afghanistan entro il 2013: sull'onda dei pesanti incidenti di cui sono state protagoniste le truppe Usa (da ultima la strage di 16 civili compiuta da almeno un soldato americano), Kabul preme sull'acceleratore.
Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha affermato che i suoi uomini sono pronti ad assumere il pieno controllo della sicurezza del Paese nel 2013, un anno in anticipo rispetto al completamento del passaggio delle consegne dalle truppe straniere previsto per il 2014.
Ma la Casa Bianca, col portavoce Jay Carney, ha confermato il 2014 come data, aggiungendo che gli Usa rimangono impegnati nel processo di riconciliazione nonostante il passo indietro dei talebani.
E intanto i talebani hanno annunciato la sospensione dei negoziati preliminari con gli Stati Uniti.
La richiesta è stata avanzata al segretario di Stato Usa, Leon Panetta, in visita a Kabul. E intanto la tensione sul terreno rimane altissima.

Nella mattina di venerdì 16 marzo, vicino a Kandahar, un migliaio di persone è sceso in strada per protestare alla notizia che il sergente americano autore della strage di donne e bambini di domenica 11 marzo  è stato portato via dal Paese.
L'esercito Usa ha spiegato che in Afghanistan non ci sono strutture adeguate per detenzioni di lunga durata.
Si sono anche delineati meglio i contorni dell'attacco di mercoledì 14 sulla pista di un aeroporto militare britannico nel sud dove stava per atterrare l'aereo di Panetta. L'interprete che ha dato fuoco a una tanica di benzina facendo esplodere un'auto, poi morto per le ustioni riportate, puntava a colpire un gruppo di soldati americani che attendevano il capo del Pentagono.

Ad allontanare una prospettiva di pace è giunto anche l'annuncio dei talebani della sospensione dei colloqui di pace con gli Usa. Lo stop è stato deciso "fino a quando gli americani non chiariranno la loro posizione sulle questioni sul tavolo e non mostreranno la volontà di mantenere le loro promesse invece di perdere tempo". In particolare l'ostacolo sarebbe rappresentato dalla volonta' di Washington di coinvolgere il governo afghano di Hamid Karzai, che i talebani non riconoscono. Intanto quattro donne e nove bambini sono morti nell'esplosione di un ordigno rudimentale lungo una strada dell'Uruzgan, nel sud del Paese. La bomba è esplosa al passaggio del veicolo su cui viaggiavano

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