Marò, Monti al premier indiano: la giurisdizione è italiana

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Colloquio tra il presidente del Consiglio e il primo ministro Manmohan Singh sul caso dei due fucilieri della Marina arrestati. Napolitano: "Serve una azione tenace e riservata". La Russa a SkyTG24: "L'India li ha sequestrati". VIDEO

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(in fondo all'articolo tutti i video sui due italiani)

"Su sua iniziativa, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha avuto un lungo colloquio
telefonico con il primo ministro della Repubblica dell'India, Manmohan Singh". Inizia così la nota diffusa da Palazzo Chigi dopo il colloquio tra i due premier sul caso dei due marò, i due fucilieri della Marina arrestati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani nel corso di quello che ritenevano un assalto di pirati.
Mario Monti e Manmohan Singh sono entrambi d'accordo sulla necessità di evitare ulteriori tensioni tra i due Paesi. L'Italia, però, mostra fermezza e ribadisce che la giurisdizione del caso è di competenza italiana.

Monti al premier indiano: la giurisdizione è italiana - "Nel ribadire al premier indiano la
massima attenzione e preoccupazione con cui il governo segue le vicende dei marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi  - il presidente del Consiglio ha ricordato che il presunto incidente, le cui dinamiche sono ancora tutte da accertare, è avvenuto in acque internazionali e che la giurisdizione sul caso è, di conseguenza, solo italiana".
"Nel sottolineare che i due militari erano impegnati in una legittima missione internazionale di contrasto alla pirateria, il presidente del Consiglio ha ribadito con forza la ferma aspettativa del governo per un trattamento dei due marò che rifletta pienamente il loro status".

Napolitano: "Serve una azione tenace e riservata"
- Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, anche il presidente Napolitano. "Per riportare i nostri due marò in Italia, l'unica via è quella di una accorta azione sul piano giuridico e giudiziario, anche perché abbiamo una magistratura indiana che opera secondo le sue regole e in piena indipendenza, e di un'azione molto tenace e riservata anche sul piano politico e diplomatico- si legge in una dichiarazione diramata dal Quirinale - Questo è l'unico modo per riportare i ragazzi a casa".

La Russa: "L'India li ha sequestrati" - "Credo si debba fare di più" dice invece a SkyTG24 l'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Bisognerebbe far capire ai nostri amici indiani che questa vicenda non è una delle tante questioni. Deve essere una questione prioritaria per l'Italia e deve essere metro di valutazione dei rapporti italo-indiani". Per questo motivo, continua il coordinatore del Pdl, "ritengo sia necessaria una mobilitazione di solidarietà". Il fatto, spiega, "va giudicato in Italia perché è avvenuto in acque internazionali". 
E aggiunge: "L'India li ha sequestrati. Non è una materia in discussione. l'India ha sequestrato due militari che devono essere giudicati in Italia".

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Terzi: "Per i militari che operano nel quadro Onu c'è l'immunità" - Sui marò è nuovamente intervenuto anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che il 6 marzo ha convocato l'ambasciatore indiano a Roma per protestare con Nuova Delhi per l'arresto dei due marò.  "I militari che operano nel quadro delle risoluzioni Onu" è necessario affermare, sul piano internazionale, il "principio di immunità e giurisdizione nazionale" ha affermato titolare della Farnesina nel corso di una conferenza stampa. Si tratta di "un principio di carattere generale che è ampiamente riconosciuto ma che merita di essere affermato".

Il video



Scende in campo anche la Ue -
Intanto, la Commissione europea ha annunciato di essere "impegnata attivamente" per la soluzione della vicenda dei due fucilieri.
"L'Unione europea segue la questione da vicino fin dall'inizio. A seguito di una richiesta dell'Italia stiamo ora avviando una serie di contatti per trovare una soluzione a questa crisi il più presto possibile", ha detto una portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton, nel corso del punto stampa quotidiano della Commissione Ue a Bruxelles. La portavoce ha detto che la Commissione non ha mai considerato la questione come "bilaterale" ma che è intervenuta soltanto in seguito alla richiesta italiana.
La diplomazia è infatti mobilitata per chiarire la posizione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri del Reggimento San Marco.

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