Siria: varata la nuova Costituzione, Homs sotto assedio

Un'immagine di Homs, in Siria
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Altri militari sono arrivati nella roccaforte dei ribelli, già devastata da 3 settimane di bombardamenti. Giallo su dove si trovino i 2 giornalisti feriti nei giorni scorsi, mentre anche un reporter di soli 17 anni sarebbe morto nell'attacco di venerdì

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L'artiglieria siriana continua a colpire le aree dei ribelli ad Homs facendo nuove vittime, mentre il governo del presidente Bashar al-Assad ha annunciato che la nuova Costituzione è stata approvata a gran maggioranza, nel referendum considerato dall'opposizione interna e all'estero una farsa.

Continua l'offensiva su Homs - Assad ha inviato a Homs una divisione armata speciale per rafforzare ulteriormente l'offensiva che da tre settimane sta devastando la città con pesanti bombardamenti. Le truppe della quarta divisione, comandate dal fratello di Assad, Maher, sarebbero giunte nella notte nelle strade principali intorno all'area di Baba Amro.
La Croce Rossa siriana riferisce di essere riuscita ad entrare nel distretto assediato di Baba Amro, evacuando  tre persone.

Giallo sui due giornalisti feriti - Sembrava invece fossero riusciti a mettersi in salvo in Libano i due giornalisti feriti durante un raid la scorsa settimana a Baba Amro, la francese Edith Bouvier e il britannico Paul Conroy, ma Miles Amoore, corrispondente del Sunday Times in Afghanistan, che in questo momento si trova in Libano, ha smentito la notizia su Twitter.

Ucciso un 17enne che filmava gli scontri - Non sono invece stati recuperati i corpi di due cronisti occidentali uccisi nei giorni scorsi, mentre il Committee to protect journalists, citando come fonte Al Arabiya e la Reuters, denuncia di un altro reporter rimasto ucciso negli attacchi di venerdì 24 febbraio. Si tratta di un citizen journalist di soli 17 anni, Anas al-Tarsha, che documentava gli scontri di Homs filmandoli e mettendo i video su Youtube.

Varata la nuova Costituzione - Mentre le potenze straniere si interrogano se e quando armare l'opposizione dei ribelli, Assad ha ratificato con un decreto la nuova Costituzione che secondo l'agenzia di stato Sana è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ed è  in vigore dal 27 febbraio, quando sono stati annunciati i risultati definitivi del referendum (89,4% di sì e affluenza al 57,4%).
Dissidenti siriani e leader occidentali hanno definito una farsa il voto di domenica, avvenuto nel mezzo della più cruenta crisi per il Paese in decenni, anche se Assad ha detto che si terranno elezioni multipartitiche entro tre mesi.

Dibattito sulla Siria al consiglio Onu sui diritti umani - Sul fronte internazionale intanto Consiglio Onu sui diritti umani discuterà oggi 28 febbraio in un dibattito urgente a Ginevra le gravi e crescenti violazioni dei diritti umani in Siria. I 47 membri del massimo organo dell'Onu per i diritti fondamentali dovranno in particolare pronunciarsi su un progetto di risoluzione promosso da Turchia, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita. La risoluzione - che non ha lo stesso potere vincolante dei testi del Consiglio di sicurezza dell'Onu - esorta inoltre il "governo siriano a porre immediatamente fine a tutte le violazioni dei diritti umani e agli attacchi contro i civili", e a consentire l'accesso libero e senza ostacoli  delle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite alle zone colpite dalle violenze.

La Russia - che insieme alla Cina ha bloccato con il veto le risoluzioni sulla Siria del Consiglio  di sicurezza dell'Onu - non si è opposta al dibattito al Consiglio diritti umani ma ha già affermato che ogni "documento scritto" sul dibattito non sarebbe utile bensì controproducente.

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